“Le persone sono come colori diversi, ma insieme fanno l’armonia di un mosaico”. È questo il motto del Centro Aletti, la fucina da cui escono opere d’arte religiose, destinate ad incantare il mondo. Sacre effigie e mosaici, unici nel loro genere, creati da un cenacolo di artisti che agiscono sotto la sapiente regia di padre Marko Ivan Rupnik. Grazie alla volontà di don Sergio Boarino, ex rettore del Santuario della Madonna dei Fiori, da poco scomparso, Bra si è arricchita di un notevole patrimonio artistico e spirituale.
Oltre al maestoso mosaico, ora è possibile ammirare anche il nuovo portale bronzeo, entrambi incastonati nel Santuario grande. La solenne benedizione dei lavori è stata impartita dal vescovo di Asti, monsignor Marco Prastaro in occasione del 682° anniversario dell’Apparizione della Vergine dei Fiori. Quali sono le caratteristiche del portale? Proprio le questioni celate dietro questo interrogativo sono state indagate nella serata di sabato 29 dicembre da padre Rupnik, che ha illustrato l’iconografia dell’opera disegnata da un’artista sua connazionale. Eva Osterman, classe 1982, è nata in Slovenia, ha studiato arte con indirizzo pedagogico all’Università di Ljubljana e, dopo la specializzazione nell’Atelier d’Arte spirituale del Centro Aletti, è diventata membro dell’equipe del Centro Aletti, una scuola di pittura e mosaici per giovani artisti che vivono, in comunità, la loro passione e la loro fede.
La stessa che si respira davanti alle immagini raffigurate sul portale dedicato alla vita della Madonna. In tutto sei caselle in cui hanno trovato alloggio episodi evangelici in cui la Vergine è sempre presente e ci parla del Figlio, facendosi veicolo di salvezza: la discesa dello Spirito Santo; l’annunciazione; la visitazione alla cugina Elisabetta; la nascita di Gesù; l’adorazione dei Re Magi; le nozze di Cana; il dolore ai piedi della Croce; l’assunzione in cielo; l’incoronazione come Regina del Cielo e della Terra.
Il pregevole portale si unisce al significativo mosaico che, con la sua vasta estensione, occupa interamente l’area del Santuario denominata pronao, rendendola solenne e, al tempo stesso, catechetica, facendo in modo che i fedeli siano aiutati con gli occhi a leggere l’annuncio salvifico di Cristo. L’opera, definitivamente completa, rende il Santuario della Madonna dei Fiori un’oasi di bellezza per gli amanti dell’arte e un’oasi di pace spirituale per chi cerca nella fede quello che la sola concretezza materiale del mondo non può dare.






