Attualità - 30 dicembre 2018, 17:28

"Questo è un danno alluvionale e come tale va risolto": il sindaco di Priola replica all'assessore regionale Valmaggia sulla questione amianto

Il primo cittadino, in risposta al comunicato stampa diffuso dal membro della Giunta della Regione Piemonte, ha diramato una nota in cui chiede di "convocare un tavolo tecnico con ARPA, al fine di dare risposte a quanti ci domandano cosa si intenda fare per risolvere il problema"

Un'immagine del presidio tuttora in corso a Priola

Un'immagine del presidio tuttora in corso a Priola

A Priola continua a tenere banco (e non potrebbe essere altrimenti) la questione amianto, su cui i riflettori sono tornati ad accendersi, perentori, a Natale, con un presidio di fronte al municipio che si protrarrà sino a lunedì 31 dicembre compreso. 

La problematica è nota; su un terreno insistente nel territorio comunale sono state trovate fibre di amianto, come confermato dalle analisi ARPA, i cui risultati sono datati 19 giugno 2017: "In tutti i campioni esaminati - si legge nel referto - l'amianto è risultato presente. Tanto si comunica per l'adozione dei provvedimenti di competenza e in particolare si evidenzia l'opportunità di procedere al più presto alla rimozione dei rifiuti presenti con l'ausilio di una ditta abilitata alla gestione dei manufatti contenenti amianto".

Ebbene, da allora la situazione è rimasta invariata e l'amianto è ancora presente nella sua totalità: da qui la decisione di protestare e avviare una raccolta firme per sensibilizzare la Regione Piemonte sul tema.

Una mossa che ha sortito i primi effetti sperati, dal momento che nella giornata di venerdì 28 dicembre l'assessore regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, ha diffuso un comunicato stampa imperniato sull'argomento, che tuttavia non ha incontrato i favori del primo cittadino priolese, Luciano Sciandra, il quale ha scelto di replicare alle parole del membro della Giunta della Regione Piemonte con una nota ufficiale.

"Non era e non è mia intenzione fare polemica - esordisce il sindaco di Priola -, ma leggendo il comunicato stampa dell'assessore regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, è doveroso un chiarimento in merito a quanto da lui affermato. Non esiste agli atti alcun documento firmato ARPA che dichiari la non pericolosità delle fibre di amianto contenute nei frammenti ritrovati nel sito; la concentrazione di amianto inferiore a quota 1000 ppm è riferita per fortuna solo ad una non contaminazione del terreno sottostante. In una nota di ARPA Piemonte, datata 19 giugno 2017, il dirigente comunicava a me in quanto sindaco e responsabile della salute pubblica di adottare i provvedimenti di competenza e, in particolare, di rimuovere al più presto i rifiuti (carta amiantata) con l'ausilio di una ditta specializzata".

Addirittura, "nel segnalare alla Regione, ente referente superiore, oltre che al Prefetto, abbiamo provveduto a inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica di Cuneo, affinché verificasse un'eventuale ipotesi di reato. Dalle indagini condotte non è stato possibile risalire al punto dal quale è stato scalzato detto materiale, poi rilasciato sui terreni nel territorio del Comune di Priola".

"Per quanto fatto dalla Regione Piemonte a seguito dell'evento alluvionale ho dato sempre merito al presidente e agli assessori di competenza per i fondi stanziati per tutti i Comuni della valle", prosegue Sciandra, che poi aggiunge: "Questo, a mio avviso, è un danno alluvionale e come tale andrebbe risolto. La mia ultima richiesta di un tavolo tecnico di ottobre 2018 non ha mai avuto risposta, pur avendo incontrato l'assessore poche settimane fa. Occorre pertanto sensibilizzare chi può aiutarci a risolvere questo problema, che sia la Regione o il Ministero dell'Ambiente: il Comune da solo non può affrontare i costi di una raccolta del materiale. All'assessore Valmaggia chiedo solamente di convocare un tavolo tecnico con i tecnici ARPA, affinché si possano dare risposte a quanti ci domandano cosa si intenda fare per risolvere questo problema e chi ce lo domanda sono i residenti della valle Tanaro, i nostri elettori".

Alessandro Nidi

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