Al Direttore - 05 gennaio 2019, 10:00

"Non mi soffermo al Santuario di Vicoforte" (lettera)

Riceviamo e pubblichiamo

Le tombe dei Reali al Santuario di Vicoforte

Le tombe dei Reali al Santuario di Vicoforte

Sovente, con moglie, per raggiungere o ritornare dalla Val Tanaro, transitiamo dal maestoso Santuario di Vicoforte  e sempre ci fermavamo per  una  sentita preghiera ed un caffè.

Preciso che nella mia vita lavorativa, con piacere ho contribuito, in piccolissima misura, alla sicurezza del Santuario avendo imbrigliato e, dato sicuro passaggio, all’abbondante acqua sorgiva che scorre nel  cunicolo sotterraneo circondante il Santuario.

Personalmente ero affezionato a questo Santuario sia come luogo di culto che per la sua bellezza artistica delle Cappelle e, mi incantavo,  ammirando la dipinta e grande cupola.

Questo prima del dicembre 2017;  oggi preferisco non fermarmi perché la presenza della salma del Re,  mi disturba.

Fin da piccolo ho appreso che in Chiesa si devono esprimere soli buoni e comprensivi pensieri e questo fortemente lo credo e condivido. 

Oggi se entrassi nel Santuario, riaffiorerebbero solo tristi ed incancellabili pensieri, che sono radicati nel mio essere da 75 anni.

Non posso dimenticare, ed addebito al  Re, quale capo delle Forze Armate, la nascita delle    “camice nere” e le seguenti bastonature ed uccisioni, il mai osteggiato sviluppo del “fascismo”, la condivisa ma deleteria entrata in guerra,  l’approvazione delle vituperate “Leggi Razziali” con migliaia di deportati senza ritorno ed infine, la fuga a Brindisi.

Per quanto riguarda personalmente, la permanenza torinese ha inciso in me il ricordo della perenne  fame procurata dalle “tessere annonarie”, la paura dei bombardamenti, il solitario sfollamento a soli 10 anni, prima a Vernate poi alla cascina Colombero oggi villaggio Colombero, la perenne paura dei tedeschi e ancor di più  dei miserabili e crudeli della “X Max”.

Questi sono i pensieri che irrefrenabili ritornerebbero alla mente vedendo la magnifica  “Cappella” a sinistra del Santuario e, non sarebbero consoni, al religioso luogo, perché   lontani dal “Cristiano

Lorenzo Garro - Cuneo

Al direttore

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