Attualità - 28 febbraio 2019, 18:00

Tour de force per ultimare il nuovo ospedale di Alba e Bra: oltre 400 gli operai al lavoro sul cantiere di Verduno

Prime voci sulla data della possibile inaugurazione. Il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio distingue i piani. "Ottimista sulla conferma dell’ultimo cronoprogramma: edificio ultimato entro la primavera, l’estate ci servirà ad allestirlo"

Il nuovo ospedale Alba-Bra (la veduta è dell'ottobre scorso) ospiterà 350 posti-letto 350, oltre a 20 posti Cav e all'hospice

Il nuovo ospedale Alba-Bra (la veduta è dell'ottobre scorso) ospiterà 350 posti-letto 350, oltre a 20 posti Cav e all'hospice

Entro Pasqua (21 aprile) l'inaugurazione del nuovo ospedale? A ventilarne la possibilità, sabato scorso al convegno Pd sulle infrastrutture, è stato nientemeno che Sergio Chiamparino. Tra il serio e il faceto, probabilmente dimentico della scarsa fortuna di precedenti pronostici ("Lo apriremo per Natale", si spinse a dire nell’ottobre scorso ad Alba, all’inaugurazione dell'ultima Fiera del Tartufo), il governatore piemontese ha riferito ai presenti che sul cantiere di Verduno i lavori procedono spediti, che in questo momento gli operai all'opera sono un numero compreso tra i 400 e 450, che ha "visto le foto" e che si sente quindi ragionevolmente ottimista su un taglio del nastro che – aggiungiamo noi – finisca per cadere prima della scadenza elettorale del maggio prossimo.

E mentre in tema c’è peraltro chi si sente di essere ancora più preciso (e la data sarebbe quella di giovedì 28 marzo), l’ipotesi lascia però a dir poco perplesso Salvatore Correnti, della Feneal Uil Piemonte, responsabile edili della provincia di Cuneo, da noi incontrato mercoledì mattina a Limone Piemonte alla manifestazione per il cantiere del Tenda bis.
Forse Chiamparino intendeva l'inaugurazione di qualche reparto – spiega –. Il completamento totale dell'opera richiede almeno tutto il 2019, e forse anche un pezzo di 2020. Non a caso è stato firmato un accordo con l'impresa costruttrice per prolungare il contratto di altri due mesi, dunque fino a maggio, per gli edili che stanno lavorando all'interno del cantiere dell'ospedale”.

 


PARLA IL DIRETTORE GENERALE DELL'ASL CN2 MASSIMO VEGLIO

Voci discordanti, rispetto alle quali conviene affidarsi a chi più di tutti, in questo momento, ha il polso della situazione. Perché da quasi un anno gli è stata affidata la guida dell’Asl Cn2 in questa complessa fase di passaggio e perché in quel di Verduno negli ultimi mesi ci ha messo i piedi con cadenza pressoché quotidiana.


Dottor Veglio, ci aiuta a fare un punto sui tempi? Le risulta che i contratti delle ditte siano stati prolungati di due mesi?
"Corrisponde sicuramente al vero che in questo momento a Verduno stanno lavorando circa 450 persone. Che sono un bel numero rispetto alle 200 che si potevano contare sul cantiere anche solo nel giugno scorso. La differenza si vede, le opere procedono spedite, ora a una velocità doppia. Nel merito dei contratti con le maestranze io non possono entrare: l’Asl ha un rapporto unico con il concessionario dell’opera sulla base di un cronoprogramma condiviso. E’ quest’ultima a gestire appalti e subappalti con le numerose ditte coinvolte nelle varie lavorazioni per rispettare quanto concordato anche in termini di tempi".
   
Ritiene che la struttura possa essere inaugurata entro Pasqua?
"Io non posso ovviamente smentire quello che il presidente della Giunta dice. Lui peraltro, come responsabile delle politiche regionali, ha il compito di 'batterci il tempo', di mettere quella giusta pressione che serve a tutti per affrettare il più possibile i tempi di un’opera tanto attesa. Ma certamente bisogna fare chiarezza su un punto. Una cosa è l’edificio, il contenitore dal punto di vista edilizio, e in questo senso se volessimo domani (oggi, ndr) potremmo inaugurare tre o quattro piani, con piccoli ritocchi anche quattro o cinque. Da questo punto di vista sono ragionevolmente ottimista nel ribadire quanto già detto nei mesi scorsi, ovvero che nel corso della primavera l’edificio sarà pronto. Al contempo però bisogna tenere conto che in un’opera così grande ci sono infinite variabili e lavorazioni che procedono per fasi, le une legate alle altre. In questo momento stiamo realizzando gli intonaci ai piani più bassi, mentre a quelli più altri c’è già chi monta i primi arredi. Intanto stiamo cercando di fare collaudi parziali mano a mano che l’opera va avanti. Poi bisogna considerare che ci sarà una fase successiva, a edificio pronto, che servirà a completare questi ultimi, ultimare gli arredi, installare le apparecchiature mediche… ".

E per quella fase avete parlato dell’estate.
"Esattamente. Una cosa è avere il contenitore ultimato. Un’altra è portarci i malati dentro, cosa che ovviamente andrà fatta nella massima sicurezza. Il momento dell’operatività dipenderà dalla prima data: se sarà il 15 marzo possiamo guardare a tre, quattro mesi dopo. In primavera l’edificio, in estate il trasferimento. Se quella prima data dovesse slittare, slitterà di conseguenza anche il momento del trasloco. Negli ultimi mesi la mia valutazione in proposito è passata da 'moderatamente positiva' a 'molto positiva' nel pensare che tempi previsti saranno rispettati. Ma se si dovessero spostare un po più in là non mi stupirò né mi allarmerò, anche perché le variabili in campo sono davvero tante.

Tra le più critiche in questo momento?
Per citarne una, attualmente abbiamo in corso diverse decine di gare d’appalto per l’acquisizione di tutto quanto necessario tra arredi, apparecchiature, forniture varie. Sono ovviamente gare pubbliche, soggette a possibili ricorsi. Se un’ipotetica opposizione dovesse bloccare l’allestimento delle sale operatorie è chiaro che dovremo valutare il da farsi. Anche perché la nostra priorità è sempre quella di poter ospitare i pazienti in totale sicurezza. Vero che può sembrare un mettere le mani avanti, ma sono realista. Dalla nostra intanto abbiamo un provveditore straordinario, un’organizzazione generale che sta facendo un ottimo lavoro, la grossa fortuna di avere al nostro fianco una realtà come la Fondazione Nuovo Ospedale".

Per cui sull’inaugurazione non si sbilancia.
"Davvero al momento non avrei elementi per farlo. Poi è come per un’esame a scuola o all’università. E’ giusto che qualcuno ti metta il fiato sul collo per arrivare bene all’obiettivo. In questo caso quel qualcuno è il presidente della Giunta regionale. Quando sarà, insieme all’assessore Saitta e al dottor Bono stabiliremo una data e una quindicina di giorni prima la comunicheremo".

Ezio Massucco

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