- 06 marzo 2019, 09:11

“Solo tattiche, simpatie, ripicche e ambizioni fini a sé stesse”: Stefano Quaglia abbandona il centrodestra di Saluzzo

L’ex sindaco se ne va sbattendo la porta: “Non posso accettare che non vi sia la benchè minima preoccupazione dei bisogni e delle necessità della Città”. Con il suo addio il centrodestra sprofonda in una situazione ancor più disastrosa, ad un’ottantina di giorni dal voto

Stefano Quaglia (in piedi) in Consiglio comunale, insieme ai "colleghi" d'opposizione

Stefano Quaglia (in piedi) in Consiglio comunale, insieme ai "colleghi" d'opposizione

In una situazione di totale marasma, il centrodestra saluzzese perde Stefano Quaglia.

L’ex sindaco della città, attuale consigliere comunale d’opposizione, non si riconosce più in quello che dovrebbe (condizionale d’obbligo) essere il fronte politico avversario – alle prossime amministrative del 26 maggio - a quello del sindaco uscente Mauro Calderoni.

Quaglia, da tempo spettatore delle vicende interne al centrodestra, ha rotto il silenzio, inoltrandoci una sua nota stampa. Una riflessione che, se vogliamo, conferma il quadro disastroso all’interno del quale si pongono le mosse politiche del centrodestra.

Posso capire – esordisce - le tattiche politiche.

Sono stato uomo di partito e comprendo certe dinamiche (condividerle è altra cosa). Quello che non posso accettare, però, è che, al di là della scelta del possibile candidato unitario del centro-destra, o meglio del destra-centro, non ci sia la benché minima preoccupazione dei bisogni e delle necessità della Città, della sua popolazione, del suo territorio.

Nessuna tensione a quale deve o dovrebbe essere l’identità futura della nostra comunità e dei suoi giovani”.

Per Quaglia il centrodestra è in balia di una “diatriba che passa solamente attraverso a chi la spunterà tra i tripartiti per poter designare un candidato sindaco che poi dovrà far convergere gli altri e costruire un programma unitario”.

Un programma unitario da costruire a marzo, a meno di 90 giorni dalla chiamata alle urne. Una situazione che ha portato Quaglia a chiamarsi fuori: “La diatriba in atto mi vede definitivamente estraneo e, di conseguenza, esterno”.

L’ex sindaco critica le logiche che stanno muovendo la scelta del candidato a sindaco: “Leggo, perché non sono informato direttamente, di scacchieri politici (da decidersi a Bruxelles, Roma o chissà da quale altra parte del globo, tranne che a Saluzzo) e di desiderata personali”.

Non leggo – rimarca - e per me è dirimente, per fare cosa, quale sia il progetto, nonostante che in quasi cinque anni di attività amministrativa, molti argomenti siano stati, anche da me, sollevati e discussi”.

Come avevamo anche noi scritto a suo tempo, Quaglia vede un centrodestra in balia, ancora una volta (l’ennesima) di personalismi interni: “Solo tattiche, simpatie e antipatie, ripicche e malcelate ambizioni fini a sé stesse.

Nessun gioco di squadra. Per dirla con un linguaggio molto in voga sui media e a tutti comprensibili, mi pare che si anteponga ‘l’impiattamento’ agli ‘ingredienti’”.

Non trovo più ragioni per appassionarmi a tale deriva” scrive Quaglia, definendosi uomo “vecchio stile” che privilegia “i contenuti al contenitore”.

Non per presunzione – precisa - ma per sincerità e coerenza anche nei confronti di quanti da tempo ripongono fiducia nella mia persona, ben oltre i miei meriti. A me interessa lavorare per Saluzzo e per quella politica che difende i propri ideali e privilegia la progettualità.

Per Saluzzo, ci sono ampie opzioni rispetto alle quali dedicarsi (dalla sanità alla cultura al volontariato)”.

Quaglia abbandona dunque l’attuale compagine di centrodestra, alla luce di “un quadro di totale insipienza del destra-centro, in cui l’area moderata, cattolico-liberale diventa per molti un semplice inutile orpello oltreché una subordinata comoda solo per i voti, ma schifata (come direbbe Totò) politicamente.

Bene, mi sento di affermare, pur conscio della pochezza della mia opinione, che le mie scelte saranno altre”.

La decisione dell’ex sindaco muterà, e non di poco, il quadro politico saluzzese in vista delle prossime elezioni. Da un lato, infatti, l’addio di Quaglia non fa che rendere ancor più disastrosa la situazione nel centrodestra.

Dall’altro, ovviamente, bisognerà vedere quali saranno le sue prossime mosse.

Spinto da una grande passione per la vita politica cittadina, Quaglia abbandonerà definitivamente la vita amministrativa della Città? Darà vita ad una sua lista e scenderà in campo “in solitaria” per la corsa al Municipio? Oppure ancora deciderà di appoggiare l’attuale sindaco Calderoni (e se si, a quali condizioni)?

Nicolò Bertola

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