Si è svolta ieri, lunedì 11 marzo, una conferenza stampa in comune a Fossano per fare il punto sulla complessa questione del passaggio a una società interamente pubblica, da una mista pubblico privata, dell’acqua a Fossano.
Entro fine aprile, infatti, prenderà il via la gestione pubblica con affidamento a Co.Ge.Si in attesa della costituzione completa della società consortile formata da una “casa madre”, cui spetteranno l’amministrazione e la progettazione e realizzazione degli interventi più grandi, e una serie di società consorziate che avranno il compito della gestione territoriale.
Quale sarà la situazione definitiva sia per Fossano che per le altre città coinvolte, non è ancora chiaro perché il punto di partenza è diverso nelle diverse città: nel caso di Fossano una società mista pubblico – privata, altrove gestioni interamente private.
A fare il punto della situazione e a illustrare i possibili scenari per la città degli Acaja è stato il vicesindaco di Fossano Vincenzo Paglialonga: “Veniamo da un periodo lungo di adeguamento alla normativa generale. Avevamo davanti tre alternative per la gestione dell’ATO: la gara pubblica, la società mista pubblico-privata e la società totalmente pubblica. L’assemblea dei sindaci aveva inizialmente puntato a una gestione a prevalenza pubblica, ma successivamente, a parità di condizione, la scelta è andata a una soluzione interamente pubblica consortile poi deliberata in ATO”.
Paglialonga ha anche descritto le azioni del piano d’ambito approvato fino al 2048 con oltre 700 milioni di Euro di investimenti previsti su tutto il territorio dell’ATO: “All’interno di questa pianificazione a lungo termine ci sono degli step. Nel breve periodo, entro i prossimi quattro anni, saranno completati gli interventi al campo pozzi di San Magno, l’impianto fognario nella zona di via Circonvallazione e a Cussanio e il nuovo pozzo a Murazzo”.
Le incognite per delineare con certezza quali saranno i prossimi passi sono però rappresentate dai tre contenziosi aperti dalle società miste o private e da alcuni sindaci: “Al momento i contenziosi sono in attesa di pronunciamento da parte del tribunale delle acque, ma non c’è sospensiva, dunque tutti gli investimenti e l’applicazione amministrativa e civilistica della gestione pubblica in house andranno avanti”.
“Per quanto riguarda il nostro territorio nello specifico, non cambierà molto perché con la trasformazione di Alpiacque da mista a interamente pubblica, si manterranno la struttura e il know how. Il percorso intrapreso è in linea con quanto previsto dal disegno di legge Daga che prevede una gestione interamente pubblica, l’erogazione di un certo quantitativo di acqua al giorno a titolo gratuito per le famiglie, finanziati con la pressione fiscale e tributaria generale e un fondo sviluppo e investimenti finanziati con le tariffe. Entro un anno dall’entrata in vigore della legge Daga, peraltro, le società miste dovranno essere liquidate nella parte riguardante i soggetti privati”.
A illustrare con maggior dettaglio i lavori nel prossimo futuro è stato Enrico Merenda di Alpi Acque: “Nel 2019 ci sarà un intervento da 565.500 Euro per il serbatoio al campo pozzi di San Magno, in corso; la sostituzione di tubazioni nel concentrico di Fossano, che partirà tra la fine della primavera e la fine dell’estate, un intervento sul sistema di pompaggio a San Magno per un valore di 300 mila Euro e nella seconda metà dell’anno inizieranno i lavori alle fognature di Cussanio che saranno poi collegati a quelli di via Circonvallazione – via Ceresolia – via Pietragalletto la cui progettazione inizierà a fine anno per la realizzazione nel 2020. Oltre a questo nel 2020 ci sarà la realizzazione di un altro serbatoio al campo pozzi di San Magno. Per quanto riguarda Murazzo è in corso la procedura di acquisto del terreno per la realizzazione del nuovo pozzo. È un iter più lungo perché trattandosi di una nuova captazione richiede diverse autorizzazioni, ma abbiamo già il parere favorevole della Regione Piemonte”.
Nelle scorse settimane, per quanto riguarda via Ceresolia, sono stati incontrati i residenti e la ditta Bi.Esse. perché nella zona c’è una situazione critica.
Manca almeno un anno, secondo Paglialonga, prima del passaggio definitivo alla società consortile: il rapporto con Alpi Acque, infatti, è stato prorogato fino al 30 giugno, ma le gestioni attuali continueranno comunque fino al completo perfezionamento di tutte le fasi tenendo conto dell’obbligo della liquidazione del valore residuo alle gestioni private e gestioni miste non trasformate in pubbliche. Attualmente all’interno di Alpi Acque il socio privato detiene il 49% del capitale sociale, ammontante a 9 milioni di Euro e, tra i soci pubblici, il 33% è del Comune di Fossano.
Cosa comportano i tre ricorsi? Come uscirebbero i comuni dall’empasse qualora il giudice si pronunciasse a favore delle componenti private? A rispondere è sempre Paglialonga: “Ogni anni il consiglio comunale si deve pronunciare in merito alla strategicità delle proprie compartecipate e liquidare quelle giudicate non strategiche. L’ultima delibera di consiglio dice chiaramente che, se entro il 30 giugno non ci fosse stata la trasformazione in società pubblica, non sarebbe giudicata strategica, e dunque liquidata. Dal punto di vista giuridico non è una situazione facile, ma il nostro compito è quello di difendere l’unità territoriale. Abbiamo un patrimonio in Alpi Acque costituito da personale efficiente, con il quale non ci sono mai stati problemi e con un grande know how. Dobbiamo trovare soluzioni che siano al contempo soddisfacenti dal punto di vista gestionale e tutelino l’occupazione”.
Esprime soddisfazione per la soluzione che si sta prospettando il sindaco di Fossano Davide Sordella raggiunto al telefono: “Ci troviamo ad avere oltre il doppio di investimenti sul nostro territorio rispetto a quanto inizialmente prospettato, Fossano resta la sede operativa per la manutenzione e non cambia il regime tariffario”.





