Se il diavolo non tornerà a metterci la coda verranno esaminate domani, mercoledì 13 marzo, alle 16, le dimissioni da deputato di Guido Crosetto.
Il voto sulla sua richiesta presentata (per la terza volta) del numero due di Fratelli d'Italia e presidente di Aiad (Federazione aziende italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), era stato rinviato nella seduta del 27 febbraio scorso.
La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, in quella circostanza, aveva deciso di riaggiornare l’esame del caso appunto a domani.
L’ex sottosegretario alle Difesa, che ha mosso i suoi primi passi nella provincia Granda come sindaco di Marene, tirato più volte per la giacca, ha respinto qualsiasi profferta, compresa quella di guidare il centrodestra in Piemonte alle regionali del 26 maggio.
Il “gigante di Marene” aveva addirittura ricevuto un singolare endorsement dall’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che non era per nulla piaciuto al suo partito, il Pd.
Crosetto ha anche annunciato che, contrariamente a quanto auspicavano i suoi sostenitori, non si candiderà alle elezioni europee.
“Non avrebbe alcun senso – aveva dichiarato al nostro giornale una quindicina di giorni fa – che lasci il Parlamento italiano per andare ad accasarmi in quello Europeo. Si può fare politica – aveva aggiunto – anche senza essere alla Camera”.
Resterà dunque a fianco di Giorgia Meloni, ma lasciando la carica di deputato dove aveva fatto ritorno il 4 marzo dello scorso anno, eletto sia nel collegio del Piemonte 2 che in quello di Bergamo.
Avendo optato per questo secondo, aveva consentito l’ingresso a Montecitorio della sindaca di Argentera, Monica Ciaburro.





