Uncem ritiene positiva la firma del Contratto integrativo del comparto degli operai idraulico-forestali da parte delle sigle sindacali del settore, della Regione e della Delegazione piemontese Uncem.
Il nuovo contratto integrativo regionale arriva a dieci anni dal precedente e di fatto anticipa il contratto collettivo nazionale per il quale Uncem guida la contrattazione. Si aprirà a breve un tavolo con Cgil, Cisl e Uil, con il Mipaaf e la Conferenza delle Regioni, al fine di definire un nuovo percorso virtuoso inserito nel quadro del Testo unico forestale nazionale, per il quale sono ancora necessari nove decreti attuativi (tra i quali, la Strategia forestale nazionale).
Oggi in Piemonte sono 471 gli operai forestali di cui 237 assunti a tempo indeterminato e 198 a tempo determinato.
Il loro lavoro sui territori è fondamentale per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei versanti. Manutenzioni ordinarie decisive, in molti casi richieste alle squadre di operai forestali dai Comuni e dalle Unioni montane di Comuni. Importante il lavoro svolto nei vivai regionali e le attività per la valorizzazione del patrimonio sentieristico regionale.
Nel quadro nazionale, sono un pezzo importante - pur con articolazioni e numeri diversi nelle Regioni - delle politiche forestali attive, in sinergia stretta con il sistema pubblico. Uncem ha proposto nel contratto integrativo regionale del Piemonte anche nuovi strumenti di formazione - strategico in questa direzione il ruolo del Formont, centro avanzato per i mestieri di montagna - nonché un più fitto lavoro in accordo con gli Enti locali.
Dopo Campania e Veneto, il contratto integrativo piemontese apre la strada alla revisione del contratto nazionale d'intesa con tutte le sigle sindacali e anche i datori di lavoro del sistema privato, che utilizzano lo stesso contratto.





