Dopo due anni di chiusura riaprirà al pubblico la chiesa romanica e la sottostante cripta (una rarità per le dimensioni) di San Costanzo al Monte, monumento nazionale, capolavoro architettonico nei boschi di Villar San Costanzo, a tre chilometri da Dronero, sulle pendici che discendono dal Monte San Bernardo.
Venerdì 12 aprile alle 11, la presentazione delle opere di restauro recentemente ultimate, alla presenza del vescovo della Diocesi di Saluzzo Cristiano Bodo, del presidente della Provincia di Cuneo Federico Borgna, del soprintendente Abap per Egle Micheletto e del parroco di San Pietro in Vincoli di Villar Don Carlo Cravero.
La riapertura arriva dopo un lungo ed articolato cantiere di cui è ancora interessata la parte gotica della chiesa superiore, dove nel corso delle varie opere di restauro, sono stati scoperti nuovi affreschi di epoca romanica.
L’inaugurazione apre il calendario delle visite guidate ed eventi gestite dai Volontari per l’Arte di Villar San Costanzo. La prima apertura è già in programma domenica 14 aprile dalle 14,30 alle 18. Interesserà la parte più antica del santuario, quella romanica, con la cosiddetta ‘cripta’ nella chiesa inferiore che, per motivi di sicurezza, dal 1996 era stata puntellata ed chiusa al pubblico. La visita all'abbazia si potrà effettuare fino ad ottobre, la seconda domenica di ogni mese, oltre nelle aperture straordinarie che verranno segnalate.
Il programma della mattinata di venerdì 12 aprile prevede alle 11 la benedizione del bene da parte del vescovo e alle 11,15 la presentazione degli interventi realizzati da parte dei progettisti: Paolo Napoli, e Claudio Ellena.
E’ una delle chiese più antiche del territorio, sottolinea don Craveroeretta prima della fondazione della Diocesi di Saluzzo. "I villaresi hanno un legame particolare con questo luogo dove la tradizione vuole fosse martirizzato San Costanzo tra il 303 e 305 dopo Cristo, e dove arrivarono i primi cristiani. Un nodo di crescita della fede cristiana, dopo è testimoniata la presenza già dal secondo terzo secolo dopo Cristo".





