Attualità - 28 aprile 2019, 17:43

Saluzzo, missione in fondo all’antico pozzo di salita al Castello

Ieri le discese di speleo sub e mini robot Rov. L’operazione condotta dall’associazione vercellese Teses, seguita dai volontari del Soccorso e Speleogico. “Il pozzo è rifinito molto bene nella parte antica scavata nella roccia”. Misura 24 metri, l’acqua è alta 5,20 m. ed è limpida non stagnante

Luigi Bavagnoli, si appresta alla esplorazione del pozzo di Saluzzo

Luigi Bavagnoli, si appresta alla esplorazione del pozzo di Saluzzo

“Il pozzo è rifinito molto bene. Chi lo ha commissionato aveva disponibilità economica. La maestranza che lo ha fatto aveva con buona capacità. Era il suo modo di lavorare, anche nelle parti che non si sarebbe viste”. E’ il report a caldo di Luigi Bavagnoli lo speleologo che è sceso ieri, sabato 27 aprile, nell’antico pozzo al centro di salita al Castello, fondatore di Teses (www.teses.net) che dal 1996 si occupa di archeologia del sottosuolo, esplorazione, indagine e tutela del patrimonio storico. 

L’associazione vercellese ha ottenuto l’autorizzazione dal Comune per la missione esplorativa che servirà a raccogliere ulteriori  dati sul pozzo cisterna lasciato come traccia archeologica al centro dell’antica “platea” marchionale.

Dei 18 metri e 70cm della parte asciutta, i primi cinque, la parte più recente sono in mattone, quella più antica è scavata tutta nella roccia – continua Bavagnoli, una esperienza ventennale in questo tipo di impresa in cavità artificiali, che ha esplorato anche a Villar San Costanzo (nell’agriturismo “Il Giardino dei  Gelsi) un profondo pozzo artesiano di 77 metri  e poco più di 90 cm di diametro: “ una cannuccia”.

Cinque le discese nel pozzo di salita al Castello, seguite per la parte operativa  dai volontari del Soccorso e Speleogico e tecnologicamente da Sors (Squadra operativa ricerche speciali di Torino) che ha messo in azione il mini sommergibile robot (Rov) collegato a Gps e telecamera per l’esplorazione della parte sommersa dall’acqua. 

Dalle misurazioni l’acqua all’interno è alta 5, 20 metri e risulta limpida non stagnante. Non ci sono aperture laterali.

Il  fondo pare seguire la pendenza della strada, ha rilevato dopo la riemersione Gherardo Biolla istruttore Full Cave dell’associazione Fsas (Formazione e sviluppo attività subacquee), che ha effettuato la quarta discesa, percorrendo tutta la sua profondità, circa 24 metri. Tra i  reperti portati in superficie: un pezzo di legno annerito, monete, una pietra.

L’analisi dei ritrovamenti aggiungerà ulteriori informazioni storiche sull’antico pozzo della capitale del Marchesato.

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vilma brignone

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