Lo scenario in cui si è mossa Banca CRS ha visto una partenza in tono positivo dell’economia mondiale, che però ha perso slancio nel corso del 2018, in parte come risposta alle misure protezionistiche attuate dagli Stati Uniti. L’economia regionale ha, nella prima parte del 2018, continuato ad esprimere un’espansione dell’attività economica e nell’industria la produzione è ulteriormente cresciuta anche se a ritmi inferiori rispetto all’anno precedente. L’indebolimento della domanda estera ha rappresentato il principale fattore di rallentamento, ciò nonostante l’attività di investimento delle imprese è stata ancora sostenuta, favorita anche dagli incentivi fiscali previsti dal piano Industria 4.0
In questo scenario Banca CRS ha scelto ancora una volta di mantenere saldo il rapporto instaurato con il mondo delle famiglie e dei giovani in particolare, delle piccole e medie imprese e di tutti gli operatori economici della zona in cui opera e, considerati i risultati, si è rivelata nuovamente la strada corretta.
“Con questo bilancio di esercizio si conclude il piano industriale 2016-2018 commenta Francesco Osella, Presidente, e posso asserire con soddisfazione che gli obiettivi – con particolare riferimento alla redditività aziendale ed al miglioramento degli indicatori patrimoniali - sono stati raggiunti. Tutto ciò è stato realizzato senza venir meno alla nostra mission di banca del territorio, che comporta l’agire in una prospettiva di medio – lungo termine, garantendo sostegno al territorio di riferimento. Abbiamo concluso l’anno dei 160 anni di Banca CRS con un utile di 3,2 milioni di euro, rispettando quindi non solo il piano industriale, ma anche il mandato ricevuto dagli azionisti.”
Ecco come si presenta in sintesi il bilancio 2018 di Banca CRS.
La raccolta diretta raggiunge € 1.021 milioni (+0,91%), mentre la raccolta indiretta, espressa a valori di mercato, si attesta a € 648 milioni (-1,17%), per un totale complessivo di raccolta da clientela pari a € 1.669 milioni.
Avendo riguardo alla raccolta indiretta si deve osservare che la flessione è riconducibile alle dinamiche di mercato, l’analisi dell’aggregato a valori di costo consente di rilevare un incremento del 4,90%
In merito ai crediti accordati alla Clientela, l’esercizio si chiude con un totale complessivo pari a € 829 milioni, in lieve flessione (-1,03%) rispetto al dicembre 2017. L’introduzione del nuovo principio contabile internazionale IFRS9 e la cessione di crediti in sofferenza hanno contribuito al risultato.
Particolarmente apprezzabile la crescita delle erogazioni di mutui ipotecari a privati che hanno raggiunto un valore complessivo di 35,7 milioni di euro (+1,20%), confermando il sostegno alle famiglie, mentre per quanto riguarda quelli verso le imprese si evidenzia un +70,77% delle erogazioni dei mutui ipotecari agrari, indice di un fermento positivo, ma anche di una politica volta al sostegno di questo fondamentale settore del nostro territorio. In particolare nel 2019 questo sostegno verrà rafforzato con la promozione di linee di credito finalizzate all’insediamento di giovani in agricoltura ed alla conversione al biologico della produzione.
“Tengo ad evidenziare, spiega Luca Crosetto, Vice Presidente, come il nostro Istituto operi senza mai porsi al di sopra, ma costantemente a fianco delle imprese e degli operatori che animano il tessuto produttivo territoriale: artigiani, commercianti, agricoltori. Abbiamo voluto mantenere tutte le Convenzioni con le Associazioni di Categoria e le forme di credito agevolato, proprio per dare respiro e slancio alle imprese. Le esigenze che emergono da queste realtà rientrano tra le priorità di ascolto del Consiglio di Amministrazione e del Management e le soluzioni proposte sono sempre orientate ad offrire la soluzione migliore per le esigenze di crescita delle aziende.
La qualità del credito di Banca CRS si conferma su livelli elevati, le sofferenze lorde di Banca CRS rappresentano il 6,3% del totale dei crediti mentre le sofferenze nette sono il 2,9%. L’indice Texas Ratio, indicatore di solidità patrimoniale, è pari all’80,91% e si colloca su livelli assolutamente positivi.
L’esercizio 2018 si chiude per Banca CRS con un utile netto di € 3.157.998, corrispondente ad un ROE del 4,26%.
Il patrimonio della Banca, al netto dell’utile 2018, ammonta a 74,1 milioni di euro.
Il valore di una banca del territorio si misura anche e soprattutto tramite indicatori non “tradizionali”.
Ad esempio riteniamo importante sottolineare che, degli oltre 31 milioni di valore economico generato nel 2018, 8,4 sono stati distribuiti a fornitori di beni e servizi, dei quali circa la metà della Provincia di Cuneo: uno dei modi scelti da Banca CRS per generare indotto e far crescere l’economia locale.
Un altro importante indicatore è dato dal sostegno alle attività culturali, sportive e sociali del territorio che Banca CRS non ha mai fatto mancare: nel 2018 sono stati realizzati interventi a favore di circa 250 Associazioni ed Enti per un valore di circa 340 mila euro distribuite per: 31% associazioni culturali; 25% associazioni sportive; 9% associazioni di categoria; 14% associazioni in campo sociale; 21% Comuni.
“Essere “la banca che fa la banca” non è uno slogan pubblicitario, ma prima di tutto è il nostro modo di essere, conclude Emanuele Regis, Direttore Generale. I nostri risultati non sono il frutto di attività finanziarie azzardate, ma derivano dalla consapevolezza che il miglior modo per crescere sia farlo insieme al territorio, attivando un dialogo intenso e costruttivo con la Clientela, che continueremo a mantenere per ricambiare la fiducia accordataci.”
Banca CRS continua ad investire nei propri dipendenti. Al 31/12/2018 il numero di dipendenti dell’Istituto era di 195 unità (ad oggi 198), con una percentuale del 51,28% di donne e con un’età media dei dipendenti pari a 44 anni ed un’anzianità di servizio media pari a 18 anni. La formazione è sempre un valore fondamentale ed infatti le ore dedicate sono state complessivamente 9.549.




