Sanità - 27 giugno 2019, 07:15

Bibite e cibi fermentati ricchi di probiotici: ecco la loro importanza per la salute

Negli ultimi anni si è sempre più parlato del microbiota intestinale, ossia l’insieme dei microrganismi che vivono ospiti nel nostro corpo, della sua importanza per la salute e di come prendersene cura.

Bibite e cibi fermentati ricchi di probiotici: ecco la loro importanza per la salute

Negli ultimi anni si è sempre più parlato del microbiota intestinale, ossia l’insieme dei microrganismi che vivono ospiti nel nostro corpo, della sua importanza per la salute e di come prendersene cura. Rispetto a quest'ultimo punto, quello che ultimamente l’ambiente scientifico sembra suggerire è che i cibi fermentati siano un ottimo modo per rinforzare e migliorare quella che veniva chiamata ‘flora intestinale’.

In passato gli alimenti venivano fermentati come metodo di conservazione di quei cibi che, durante i lunghi inverni particolarmente rigidi, non sarebbero stati facilmente reperibili. Ogni paese ha un suo bagaglio di alimenti fermentati, alcuni molto popolari in tutto il mondo, come i crauti o lo yogurt.

Oggigiorno chi sceglie di fermentare gli alimenti non lo fa per conservare il cibo in senso stretto, ma è interessato ai microrganismi che si vengono a creare durante la fase di fermentazione.

Il processo di fermentazione infatti è in grado di aumentare il numero di batteri nel cibo ed è per questo motivo che tali alimenti vengono chiamati alimenti probiotici. Mangiare questi cibi migliora la condizione del microbiota intestinale e non solo. Infatti, la fermentazione è in grado di aiutare anche nella fase pre-digestiva del cibo, il che significa che sarà più facile digerire. Infine, non meno importante, migliorerà anche l’apporto di vitamine e minerali tra cui la A, le B, la C e soprattutto la K, che oggi è sempre meno presente nella nostra alimentazione.

Attualmente non è lo yogurt il cibo fermentato più in voga. I più famosi oggi sono infatti il Kefir, il Kombucha e i crauti, che si possono preparare a casa senza bisogno di essere degli esperti.

Il Kefir è una bibita/alimento che solitamente si ottiene fermentando il latte con i “grani di kefir” e ricorda in modo particolare lo yogurt. I grani di kefir (batteri, muffe e virus) presenti sono in grado di ‘mangiare’ il lattosio e il risultato che si otterrà è quindi quello di avere un alimento adatto a chi risulta essere intollerante allo zucchero del latte. È possibile anche trovare il Kefir di cocco e di acqua, che contengono leggermente meno batteri, ma che sono comunque un valido alimento probiotico.

Il Kombucha è un po’ meno famoso del Kefir nel nostro paese, ma è una bevanda ricca di benefici creata fermentando tè nero. Possiede delle proprietà anti-ossidanti e anti-batteriche. Alcuni studi sugli animali hanno dimostrato che è in grado di ridurre il rischio di diabete, di ulcere gastriche e anche il colesterolo cattivo, ma ci sono moltissime testimonianze di persone che hanno migliorato complessivamente la loro salute generale, grazie al Kombucha.

I crauti, conosciuti popolarmente come accompagnamento agli hot dog, sono un alimento che si ricava dalla fermentazione del cavolo. A differenza di altri cibi e bibite da fermentare, le foglie del cavolo non hanno bisogno di uno ‘starter’ per iniziare il processo di fermentazione lattica. Sono un cibo consigliato dagli esperti soprattutto a chi ha problemi intestinali, ma non solo, grazie al loro contenuto di probiotici e nutrienti. Possono essere mangiati da soli o mescolati a piatti freddi e caldi, ma per mantenere le loro proprietà non devono essere riscaldati o peggio cotti.

In molti si chiedono perché mai dovrebbero introdurre cibi probiotici nella propria vita. A questa domanda risponde Giuseppina Rabito di ABCINTEGRATORI: “I probiotici, sia provenienti dai cibi fermentati che quelli contenuti negli integratori, vengono ad oggi considerati dei toccasana per svariate ragioni. Secondo diversi studi possono aiutare a combattere l’obesità e le malattie metaboliche, possono aiutare a controllare la glicemia ai pasti, migliorano lo stato d’animo e riducono l’ansia, migliorano le difese immunitarie e aiutano ad abbassare un male moderno molto comune, l’infiammazione cronica, che è alla base di moltissime malattie anche gravi”.

Com’è facile comprendere, un unico prodotto solo perché fermentato e probiotico, non può fare miracoli. Sicuramente però è sempre più evidente che i batteri che ci fanno tanta paura, non devono essere visti sempre come nemici, ma come indispensabili alleati per la nostra salute.

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