La prima interpellanza che approderà sui tavoli del nuovo Consiglio comunale di Saluzzo riguarderà il turismo.
A sottoporla al presidente del Consiglio comunale i consiglieri d’opposizione Alessandra Piano (“Il coraggio di fare”) e Fulvio Bachiorrini (Forza Italia). Al centro dell’interrogazione, che come rimarca Bachiorrini vuol essere “propositiva e non polemica”, la tassa di soggiorno.
“Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio turistico di VisiPiemonte DMO 2018 – spiegano i consiglieri – la Città di Saluzzo è in posizione di retroguardia rispetto alle altre ‘grandi’ della Provincia, dietro ad Alba, Bra, Fossano e Mondovì, con 12824 arrivi e 24755 presenze di turisti, nonostante in Granda il turismo ricettivo sia cresciuto di 33mila presenza in più rispetto al 2017”.
“Questo – commenta Bachiorrini – è un dato inconfutabile, a prescindere dal modo in cui lo si voglia leggere. Saluzzo è in una posizione di retroguardia rispetto ad altre città della Provincia: siamo all’ultimo posto insieme a Savigliano.
Per una città da sempre definita come eccellenza turistica, la ‘Siena del Piemonte’, questo è un dato assolutamente non esaltante. Un dato che apre ad una riflessione, che al primo punto ha la tassa di soggiorno.
La nostra non è una battaglia sulle presenze e sul turismo, ma riteniamo che la tassa di soggiorno possa essere un deterrente”.
“Nel bacino dell’ATL Cuneese – aggiungono Bachiorrini e la Piano – solo tre Comuni hanno introdotto questa tassa, Limone, Cuneo e Saluzzo, producendo (si ipotizza) una retrocessione verso il basso nella classifica regionale.
Nel bilancio comunale 2018 le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno ammontano a 35.668 euro”.
Quali, dunque, le proposte dei due consiglieri d’opposizione?
Da un lato l’eliminazione della tassa di soggiorno. Dall’altro, nel caso in cui ciò non avvenga, la “trasformazione” della tassa (Bachiorrini la definirà un “balzello”) in un “benefit che possa essere gestito direttamente dagli albergatori, con la creazione di buoni soggiorno ‘Saluzzo tourist-friendly’ che possano incentivare i pernottamenti.
La tassa di soggiorno – chiosa Bachiorrini – potrebbe diventare un buono per l’ingresso ad un museo, un cappuccino, un caffè o una pizza. Questa potrebbe essere una forma di promozione turistica”.
Nell’interpellanza, oltre alle due proposte sull’imposta, si chiede anche al sindaco della Città, Mauro Calderoni, di riferire sulle “forme di reinvestimento dei proventi della tassa di soggiorno”.
“Ribadisco ancora una volta – afferma Calderoni – che pur cambiando i rappresentanti in Consiglio non cambia l’andazzo di discutere le interpellanze sui giornali prima che durante l’assise, ed è un gran peccato.
Una fretta che, per altro, è cattiva consigliera, perché gli interpellanti hanno conteggiato solo arrivi e pernottamenti degli italiani tralasciando invece gli stranieri.
Se li avessero conteggiati avrebbero facilmente potuto constatare che nel 2018 a Saluzzo ci sono stati complessivamente 19.729 arrivi e 41.260 pernottamenti che rappresentano un +10% rispetto al 2017 ed un +108% rispetto al 2005.
Un bel risultato a cui ha senz’altro contribuito l’attività di promozione degli ultimi anni anche sostenuta, ancorché in minima parte, dalla tassa di soggiorno”.





