Economia - 12 luglio 2019, 07:00

Piemonte, far ripartire il gioco per far incentivare l'economia

Secondo la ricerca dell’Ires a calare è soprattutto l’utilizzo delle slot machine, con un significativo segno meno anche per le videolottery.

Piemonte, far ripartire il gioco per far incentivare l’economia

CUNEO CRONACA - I primi dati sull'economia del gioco d'azzardo in Piemonte parlano chiaro: il volume del giro d’affari del gambling è in calo dal 2016. Lo riporta la seduta congiunta delle Commissioni III e IV Legalità e il Comitato per la qualità della Normazione, in una seduta andata in scena lo scorso gennaio, presieduta da Alessandro Stecco con la presenza dell’Assessore alle Attività Produttive, Andrea Tronzano. 

Stando ai dati riportati, infatti, dal 2016 si è registrato un calo dell’11% del volume di affari del gioco, pari a ben 572 milioni di euro, mentre nel resto d’Italia la riduzione è stata dello 0,03%, ovvero di 18 milioni complessivi. Una discesa che non ha niente a che vedere con la crisi economica legata al Coronavirus, ma che è iniziata addirittura nel 2017, facendo registrare nei due anni una riduzione di 1.341 milioni di euro. In un biennio, insomma, si è dimezzato il numero delle slot machine, che sono scese da 26 mila sparse in 5.700 esercizi commerciali ad appena 12.500 in 1.800 esercizi. Erano gli effetti della Legge 9/2016, voluta fortemente dalla giunta Chiamparino. 

La legge regionale non ha scalfito il settore digitale, difatti nell’ultimo anno si è registrata una crescita nel numero di titoli messi a dispozione dai casinò su internet, in particolare delle slot machine online regolamentate. Numerosi operatori hanno incrementato la produzione sfruttando l’onda lunga della chiusura delle sale slot imposta dalla crisi sanitaria.

Adesso sono in molti a voler cambiare questa legge. Il percorso di riforma è iniziato a ottobre 2020, con un inter partito dalla Commissione consiliare e presentata dal consigliere Claudio Leone. Le richieste sono quelle di dimezzare il distanziometro (facendo scendere la distanza tra i luoghi sensibili e le slot, portandole da 500 a 250 metri) e di ridurre l’elenco dei luoghi a rischio (eliminando dalla lista oratori, sportelli bancomat, istituti di credito, parrocchie). “Una legge troppo restrittiva – aveva detto il presidente della Regione, Alberto Cirio – e penalizzante sotto il profilo economico e occupazionale”. Parole a cui hanno fatto eco quelle di Andrea Tronzano, assessore al bilancio, che premere per “tutelare i posti di lavoro nel settore”. Stando a quanto si legge nel Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la spesa media italiana in gioco d’azzardo è di 1.463 euro a persona, mentre in Piemonte la spesa pro capite è di 1.230 euro. Oggi i dati parlano di una slot ogni 3 mila abitanti. 

Ma serve far ripartire questo settore se si vuole far ripartire tutta l’economia della regione. Il trend nazionale, infatti, parla chiaro: il gambling è in ripresa, soprattutto quello online, soprattutto quello accessibile da smartphone e pc. Bisogna seguire questa strada per far ripartire l’economia.

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