Attualità - 28 agosto 2019, 07:20

Cortemilia, altri due dipendenti licenziati all’Ospedale "Santo Spirito". Intanto il ricovero si prepara a cambiare gestore

Terminati i 18 mesi di contratto la cooperativa torinese Valdocco ha deciso di lasciare la struttura langarola. L’Ipab proprietaria della casa di riposo cerca alternative e annuncia l’intenzione di costituirsi parte civile contro i tre operatori socio sanitari indagati

Le immagini diffuse dai Carabinieri sui maltrattamenti perpetuati nel ricovero cortemiliese (archivio)

Le immagini diffuse dai Carabinieri sui maltrattamenti perpetuati nel ricovero cortemiliese (archivio)

Sarà probabilmente un soggetto locale ad assumere la conduzione dell’Ospedale "Santo Spirito" di Cortemilia dopo i 18 mesi di gestione della cooperativa torinese Animazione Valdocco.

A confermarlo al nostro giornale Carlo Troia, presidente della Ipab cui la storica struttura fa capo.

Nel luglio scorso il ricovero cortemiliese era finito al centro di un’indagine condotta dai Carabinieri di Alba per i gravi episodi di maltrattamenti che tre dipendenti vi avrebbero commesso ai danni di alcuni anziani ospiti (qui il nostro articolo).

A denunciare che qualcosa non andava all’interno dell’ospizio di via Dante Alighieri era stata la nuova direttrice dello stesso, persona di fiducia della Valdocco inviata a Cortemilia con l’incarico di guidarvi il personale già presente. Accortasi di quanto sembrava accadere nelle sue camere, nel febbraio scorso la direttrice aveva denunciato alle forze dell’ordine gli anomali comportamenti poi finiti al centro di indagini condotte per diversi mesi anche con l’ausilio di telecamere nascoste all’interno dell’istituto.

Il caso è ora in mano alla Procura astigiana, che nel luglio scorso aveva emesso specifiche misure cautelari nei confronti di tre operatori socio sanitari (O.S.S.) – due donne di nazionalità romena, sottoposte alla misura dell'obbligo di dimora, e un cittadino italiano, sul cui capo pende un divieto di domicilio nel Comune di Cortemilia – accusati degli episodi più gravi, mentre nelle scorse settimane, dando corso a quanto annunciato anche dal nostro giornale (leggi qui), la Valdocco ha disposto il licenziamento di altri due addetti e specifiche sanzioni disciplinari nei confronti di altri due soggetti.

Nel frattempo la stessa cooperativa torinese ha deciso di non rinnovare il contratto che dal 1° febbraio 2018 la lega alla Ipab langarola. Nel giugno scorso, in vista della scadenza dei 18 mesi contemplati dall’accordo (il 31 luglio scorso), ha comunicato all’ente la propria indisponibilità a proseguire nel rapporto, acconsentendo poi a prorogare il proprio mandato sino allo scorso 15 agosto – termine poi ulteriormente spostato al 31 agosto.

Una scelta, spiega il presidente della coop Paolo Petrucci, motivata da tante ragioni. "Non siamo nelle condizioni di continuare a lavorare in quella struttura, anche per questioni logistiche. Il servizio si interromperà inderogabilmente alle ore 24 del 31 agosto. Mi auguro che si trovi una soluzione, per evitare un'emergenza assistenziale e sanitaria. Per quanto ci riguarda, olte ai tre OSS colpiti da misure cautelari, ne abbiamo licenziati altri due. Non solo, ulteriori due operatori sono stati raggiunti da sanzioni disciplinari. E' stata una brutta vicenda che, assieme ad altri motivi, non ci permette di continuare nell'incarico".

Da qui la necessità di trovare rapidamente un’alternativa per assicurare continuità operativa a una realtà che – coi suoi 27 posti-letto, oltre ad altri 7 riservati a pazienti non autosufficienti – rappresenta comunque un imprescindibile punto di riferimento nell’ambito dei servizi assistenziali a disposizione del bacino territoriale cortemiliese.

"Ci stiamo lavorando e sono convinto che quanto prima troveremo una soluzione adeguata per assicurare continuità nei servizi forniti a pazienti e famiglie. Sul tavolo abbiamo già tre opzioni possibili e nel giro di pochissimi giorni dovremmo poter definire il necessario passaggio di consegne", ci spiega il presidente Troia, che interpellato dal nostro giornale sugli sviluppi della vicenda maltrattamenti ci informa anche sulla scelta dell’Ipab di costituirsi parte civile nel procedimento che il tribunale di Asti andrà con tutta probabilità a istruire nei confronti dei tre dipendenti ora oggetto di indagini.

B. Simonelli - E. Massucco

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