Un uomo buono, calmo e molto gentile con tutti: è questo il ritratto di Andrea Barale - il 33enne deceduto venerdì 18 ottobre a seguito di un incidente avvenuto alla "Merlo" di Cervasca, dove lavorava come operaio e caposquadra - che è stato dipinto dalla lettura dei pensieri a lui dedicati in coda alla celebrazione del suo estremo saluto.
Il funerale si è tenuto nel pomeriggio di oggi (mercoledì 23 ottobre) a Boves nella parrocchia di San Bartolomeo.
Per l'occasione la chiesa e la vicina piazza dell'Olmo si sono riempite di conoscenti, amici, parenti e colleghi - tanto che in molti sono rimasti all'esterno durante la cerimonia, ascoltata tramite due grosse casse poste ai lati dell'entrata - , tra cui molti rappresentanti della "Merlo": se per l'intera provincia Granda i morti sul lavoro dall'inizio del 2019 sono ormai diversi, per l'azienda di Cervasca non era mai accaduto prima un incidente così grave.
"La famiglia, gli amici, i colleghi e la comunità tutta sono in preghiera e domandano a Dio il perché della durezza della vita, così come ha fatto Gesù sul monte degli Ulivi - ha detto il parroco in apertura dell'omelia - . Dio sta in silenzio in quel frangente, non parla, non fa nulla. Ma rimane comunque affidabile; quella di Suo figlio è una preghiera di abbandono fiducioso, che termina con l'invito agli apostoli ad alzarsi, a svegliarsi, a risorgere: lui sa che Dio non non opera secondo i nostri schemi e desideri ma ha un agire misterioso, inspiegabile, e allo stesso tempo davvero reale".
"Cinzia, Mattia, Giulia, tutti: imparate da Gesù per vivere questo momento di sofferenza e trasformare il dolore in speranza. Continuate a sentire Andrea vicino, a coltivare la vostra vita: solo così non renderete vano il lavoro della sua ma capace di farsi vita".
Ad accompagnare Andrea al cimitero locale assieme alla moglie Cinzia e ai figli Mattia e Giulia, i genitori Franco e Margherita, il fratello Dario e il gruppo di amici e colleghi.







