Il sunto dell’interpellanza presentata da Ugo Sturlese nel corso della serata di ieri (lunedì 16 dicembre) in consiglio comunale è che – nonostante negli anni alcuni interventi siano stati realizzati - sull’area dei Giardini Fresia di Cuneo manchi da tempo una progettualità complessiva, e che di conseguenza la zona sia ormai luogo di degrado difficilmente fruibile dai residenti.
Cuneo per i Beni Comuni, insomma, chiede se non ci sia interesse da parte della Giunta a prendere in considerazione l’area – e l’immobile locale, censito dalla Regione come Unità di Paesaggio con “notevole interesse pubblico” - per attività ludico-culturali dedicate a bambini e adulti e, in generale, per un progetto serio che possa restituirlo a chi ci vive.
“L’area in questione è, come altre in città, vessata da una relativa sofferenza dimostrata dai cittadini e dal Comitato di quartiere con una petizione legata alla fruibilità della zona dei Giardini Fresia – sottolinea Sturlese - . Ha avuto periodi di vivacità che hanno recato del danno ai residenti e ora ci si trova nella condizione del tutto opposta. È praticamente deserta”.
Se Menardi sostiene l’interpellanza ma con lo scopo di rendere di nuovo i Giardini Fresia luogo verde senza “sovrapporre attività ludiche”, Maria Laura Risso concorda con la situazione di sofferenza locale: “L’area è molto bella ma negli ultimi mesi vi si sono stanziate persone che hanno passato la notte e il giorno coricate tra le siepi ornamentali, con cani che scorrazzavano liberamente nella zona senza alcun controllo. Molti cittadini, spesso ubriachi e a volte violenti, usano i Giardini Fresia come bagno pubblico: il degrado dell’area è abbastanza grave ed è auspicabile quanto prima una sua rivitalizzazione, collocando telecamere di sorveglianza e potenziando l’illuminazione della zona. L’importante è riappropriarsi del giardino, con qualunque attività culturale possibile”.
“Tutti noi vogliamo che i Giardini Fresia tornino a essere utilizzati e vissuti – ha sottolineato l’assessore Davide Dalmasso -. Per decenni hanno ospitato lo zoo comunale, non il parco della reggia di Versailles, e dopo la sua chiusura per qualche tempo sono stati rivitalizzati”.
“Credo sia necessario decidere una linea: vogliamo un pensatoio o un’area piena di bambini? Stabiliamolo e facciamo ciò che è necessario, fermo restando che interventi radicali e importanti abbiano bisogno di studi e analisi serie, e che un’implementazione del verde nell’area sarà necessaria. Qualche privato si è proposto di realizzare attività di tipo culturale all’interno dei Giardini Fresia, occupandosi anche della manutenzione del verde e questo potrebbe essere un discorso di collaborazione importante; la possibilità, però, ha urtato la sensibilità di alcuni residenti, che vogliono tutto tranne che la presenza di un nuovo locale di somministrazione”.
“Continueremo il confronto – conclude Dalmasso -. Dotare l’area di telecamere è possibile ma non immediato come costo; comunque, credo sarebbe un deterrente temporaneo e non una soluzione vera e propria”.





