"Fare la propria parte nella sfida della sostenibilità". Usando le parole del direttore generale di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio è questo l’intento col quale l’associazione di categoria che riunisce gli industriali della Granda ha appena lanciato il progetto "Obiettivo Albese-Unesco Carbon Free".
L’iniziativa, presentata questa mattina in una Sala Consiglio del Municipio di Alba gremita di autorità e amministratori del territorio, vede l’Unione Industriale cuneese in prima linea in quella che – sempre parole del direttore Cirio – "per le nostre aziende rappresenta prima di tutto una imprescindibile missione etica, collegata al nostro ruolo di attore economico del territorio che opera col faro della responsabilità sociale", ma anche l’occasione per "trasformare una minaccia, quella rappresentata dal cambiamento climatico, in un fattore per lo sviluppo competitivo di un intero distretto industriale".
L’obiettivo è quello di realizzare "azioni concrete per la riduzione delle emissioni di gas serra nel territorio del sito Unesco della Langa del Barolo e delle colline del Barbaresco", puntando alla realizzazione di un modello che possa essere replicato su altri territori della Granda e non solo.
Con l’Unione Industriale lavoreranno la Fondazione Links, realtà già coinvolta nella compilazione del dossier che nel 2014 portò al riconoscimento dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella Heritage List dell'Unesco, il Politecnico di Torino e l’Università Bocconi di Milano, che vi prenderà parte con il suo Centre per Geography, Resources, Environment, Energy and Networks (Green), mentre la partnership tecnica sarà affidata al Gruppo Egea e alle sue divisioni del ramo energia, sotto la guida del suo presidente e amministratore delegato PierPaolo Carini, che degli industriali cuneesi è il vicepresidente, stamattina presente in sala insieme al presidente del consiglio di sorveglianza della multiservizi Giuseppe Rossetto.
Prerogativa del progetto sarà quella di un innovativo approccio "bottom-up", dal basso, a partire da un’accurata fase di studio sulle esigenze del territorio e delle sue peculiarità: un questo passaggio che prevede anche il coinvolgimento dei professionisti degli ambiti tecnici (geometri, architetti, ingegneri) e dei loro ordini professionali, per arrivare a un'efficace mappatura delle zone interessate sotto i punti di vista del fabbisogno di energia e della possibilità di produrla anche tramite il ricorso a fonti rinnovabili.
Lo step successivo contempla l’avvio di una serie di progetti-pilota, che una volta verificati diventeranno la base sulla quale estendere l’intera progettualità al territorio, a partire dal suo mondo produttivo, ma senza dimenticare gli ambiti della residenzialità e dei trasporti.
Nelle previsioni di partenza questa prima fase dovrà contenersi in un termine di 10 mesi, entro i quali, come spiegato questa mattina dal professor Maurizio Repetto, ordinario di Elettrotecnica al Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, dovremmo poter individuare "strategie che, mediante l’integrazione di diverse tecnologie per la produzione e il risparmio energetico, nel medio e lungo termine consentiranno l’individuazione di un punto di equilibrio tra apprezzabili risultati sul fronte della riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera, nell’ordine di almeno il 20%, e la sostenibilità anche economica di soluzioni che dovranno ripagarsi da sole. Dopodiché si passerà alla diffusione su più vasta scala di quelle esperienze virtuose".
"La presenza di partner tecnologici e scientifici di assoluto livello dimostra come quella che presentiamo oggi non rappresenti una mera operazione di 'green washing’, limitata all’immagine, ma di un’iniziativa molto concreta, dalla quale ci attendiamo proposte efficaci e applicabili", ha ancora ribadito Giuliana Cirio, mentre nel fare gli onori di casa – e come rappresentante del Comune di Alba, partner istituzionale del progetto – il sindaco Carlo Bo – accompagnato dagli assessori Marco Marcarino e Massimo Reggio – ha sottolineato "l’importanza di difendere un territorio che rappresenta la nostra ricchezza e che abbiamo il dovere di tutelare".
Una realtà che, dopo il riconoscimento Unesco e a quello appena conferito al suo capoluogo come "Capitale della Cultura d’Impresa 2020", torna a fare misurare la sua grande capacità di fare sistema per un obiettivo di grande importanza quale quello ambientale.
Attualità - 20 dicembre 2019, 14:54
Alba e il suo sito Unesco come modello di sviluppo carbon free: Confindustria Cuneo lancia la sfida per un’impresa a misura di ambiente
Politecnico di Torino, Università Bocconi e Gruppo Egea coinvolti nel progetto di riduzione delle emissioni lanciato dall’Unione Industriale della Granda: "Trasformiamo la minaccia del cambiamento climatico in un fattore di sviluppo delle nostre aziende"

Un momento della presentazione avvenuta questa mattina nel municipio albese. In foto il direttore di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio, il professor Maurizio Repetto e il sindaco albese Carlo Bo






