“Siamo noi, come consiglio comunale, che dobbiamo valutare i pro e i contro di un'opzione rispetto a un'altra. Non escludo di consultare gli altri attori coinvolti, ma se non arriviamo a una precisa decisione sulla sede del nuovo ospedale unico della città, siamo condannati a proseguire in una discussione infinita. E il progetto, con la scadenza elettorale prossima ventura, diventerà buono solo per raccogliere qualche consenso”.
È con queste parole che in consiglio comunale, nella serata di oggi (martedì 21 gennaio), il consigliere Ugo Sturlese ha illustrato l'ordine del giorno presentato dal proprio gruppo.
Al centro, la necessità di tirare le fila di un discorso – quello, appunto, dell'iter di costruzione del nuovo ospedale unico di Cuneo – fermo dall'inizio del mese scorso, quando la commissione consiliare temporanea dedicata si è trovata a incontrare il presidente della Fondazione “Amici dell'ospedale S.Croce” Fulvio Moirano.
Cuneo per i Beni Comuni chiede quindi che il sindaco Federico Borgna, il presidente della commissione temporanea speciale Alessandro Spedale e i presidenti delle commissioni competenti avviino le procedure istituzionali votate alla scelta definitiva della nuova sede; “inoltre servirebbe mettere a disposizione dei consiglieri e dei commissari la documentazione tecnica sulle caratteristiche attuali dell'ospedale che il dottor Moirano ha sostenuto essere stata redatta alcuni anni fa”.
Serve, insomma, tirare di nuovo le fila del discorso e produrre una decisione definitiva. Della stessa idea si sono dimostrati anche i consiglieri Maria Luisa Martello, “Beppe” Lauria, Umberto Fino (che a mezzo stampa ha presentato due ipotesi di soluzione progettuale collocate nella sede attuale dell'ospedale e che ne dismettono in toto o in parte le strutture in favore di costruzioni e strade confinanti, e proponendo l'aggiunta di 1 o 2 torri di tredici piani) e Gianfrando Demichelis (che ha richiesto a Spedale di convocare in commissione l'assessore regionale Luigi Icardi).
“Personalmente sono più preoccupato del fatto che alcune personalità importanti del nostro ospedale se ne stiano andando, che dall'iter di realizzazione della nuova struttura – ha sottolineato Lauria - . I sindaci del territorio sono irritati dalle lungaggini della commissione temporanea? Ne prendo atto, ma io non vado in casa loro a dire dove piazzare i tubi. Noi consiglieri non possiamo essere strumento di nessuno”.
Per il sindaco Federico Borgna, però, pensare che il Comune sia l'unico attore direttamente coinvolto nella vicenda non è esatto. “Non possiamo decidere da soli. C'è l'ASO, come soggetto committente, la Regione, perché eroga i finanziamenti, la Provincia, perché l'ospedale di Cuneo ha valenza provinciale e ultraprovinciale e così rimarrà in futuro, e poi l'utenza e i suoi rappresentanti, che sono anche i sindaci del territorio. E la neonata Fondazione, soggetto totalmente privato votato alla raccolta di risorse”.
“La città non si trova in una situazione d'emergenza rispetto all'ospedale, questo è vero, e ragionare sulla nuova struttura unica è, ovviamente, uno sforzo in prospettiva iniziato già nel 2013 con un ordine del giorno dedicato. I lavori veri e propri sono iniziati il 19 novembre 2018 con la decisione unanime in merito alla necessità di un ospedale in un unico plesso, una vera pietra miliare per la nostra città. E l'iter che abbiamo intrapreso si è rivelato estremamente razionale, ma il cambiamento di governance in Regione ha anche richiesto la definizione di nuovi linguaggi comuni rispetto alla tematica”.
“Credo sia necessario costituire con tutti gli attori interessati un soggetto giuridico valido, un accordo di partenariato, e lavorare per il raggiungimento di una decisione definitiva rispetto alla sede, magari partendo proprio dagli studi tecnici effettuati dall'ospedale stesso e aggiornandoli” ha concluso Borgna.





