Lo spostamento di alcuni alunni della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo "Papa Giovanni XXIII" nelle aule dell’Istituto Comprensivo Santorre di Santarosa non convince il Comitato Genitori Elementari Borgo Pieve.
Il gruppo spontaneo ha evidenziato alcune criticità da quando, a settembre 2019, i bambini hanno dovuto iniziare a frequentare le lezioni settimanali all’interno della scuola in via Alessandro Ferreri, in seguito alla segnalazione da parte dell’Asl sul sovraffollamento delle classi nella struttura di Borgo Pieve.
Al momento della verifica dell’Asl, gli alunni risultavano 467, mentre secondo un parametro igienico funzionale (5,21 metri quadri per ogni alunno) dovevano essere al massimo 338. Un esubero già presente negli anni precedenti, ma che non prevedeva alcuna “minaccia di chiusura”.
Da qui tuttavia l’ordinanza del sindaco a spostare i bambini al Santorre di Santarosa.
“Abbiamo ricevuto un riscontro da parte dell’Asl l’anno scorso - spiega il sindaco Giulio Ambroggio -. Segnalava che alla Papa Giovanni c’erano più studenti del dovuto. L’unica soluzione era spostare gli alunni nell’Istituto Comprensivo Santorre di Santarosa dove sono presenti meno iscritti. Ho predisposto l’ordinanza affinché si effettuasse questo spostamento in quattro aule vuote. Ci tengo a sottolineare che come Comune non ci saremmo mai permessi di dire alla scuola quali classi far spostare”.
In settimana le quattro classi del tempo normale, una novantina di bambini in tutto, frequentano perciò le aule al terzo piano del Santarosa, mentre al sabato tornano nella sede originaria di Borgo Pieve per utilizzare la palestra. Per rispettare il numero indicato dall’Asl, gli alunni delle altre classi, a rotazione, durante la settimana fanno lezione in altri edifici della città, come la biblioteca o la Marconi per svolgere l’attività laboratoriale.
Il Comitato dei genitori ha però espresso alcune perplessità sulla nuova sistemazione dei bambini, lamentando alcuni disagi e un peggioramento della loro vita a scuola: “Essendo trasferiti non hanno più contatto con gli altri compagni, hanno meno spazio adatto per giocare - raccontano i genitori - c’è poi il pericolo di un cortile non recintato a cui può accedere chiunque e il disagio al sabato di dover tornare nella sede originaria per la palestra che crea disorientamento”.
Destra inoltre preoccupazione tra le famiglie il traliccio per radio-telecomunicazioni, in vista diretta dalle finestre del 3° piano delle classi, che sarebbe dovuto essere oggetto di specifiche verifiche: “Nessun soggetto si sia premurato di condurre queste verifiche, e non siamo riusciti ad ottenere dal comune neppure un semplice elenco delle frequenze su cui opera l’antenna”. Un aspetto sotto controllo ha tuttavia confermato l’Amministrazione.
Questi sono alcuni dei punti individuati dal comitato, nato a luglio in conseguenza allo spostamento degli alunni. Sono il risultato di una sere di riunioni tra famiglie, l’ultima svoltasi l’11 gennaio. “Abbiamo lasciato trascorrere alcuni mesi per vedere come si sarebbe evoluta la situazione, abbiamo poi messo giù alcuni punti su cui abbiamo più preoccupazioni”.
Nella lettera al sindaco hanno infine rilanciato alcune proposte alternative delle quali la più importante quella dell’allestimento di una mensa esterna: “Una struttura autonoma e a basso impatto antropico - spiegano - da progettare tramite un bando partecipato insieme alle famiglie, disposta su non più di 2 livelli da almeno 300 mq ciascuno, da dedicare rispettivamente allo spazio mensa, ed ad attività multifunzionali come i laboratori di cui ora la scuola è carente”.
Un’idea che era già stata in realtà presentata in passato, ma che adesso secondo il Comitato risulterebbe concreta dopo l’abbattimento degli abeti secolari nel giardino della scuola di Borgo Pieve: “Sarebbe una soluzione lungimirante che metterebbe tutti d’accordo”.
Ferma la posizione del sindaco Ambroggio sulla soluzione al problema: “Per tutto questo anno scolastico gli studenti saranno al Santarosa, l’anno prossimo a seconda delle iscrizioni, abbiamo individuato tre aule al piano terra dell’Ipsia, immobile di proprietà del Comune ma gestito dalla Provincia, in cui potranno essere ospitati gli studenti in surplus. Gli alunni delle elementari entreranno da piazza Misericordia, separatamente dagli studenti dell’Ipsia, i quali entreranno come sempre da piazza San Pietro. A dividere inoltre gli alunni dagli studenti più grandi sarà un muro che faremo costruire appositamente” e conferma: “La situazione è sotto controllo e non si dovrebbe creare panico ingiustificato tra la popolazione”.





