Il gesto antisemita di Mondovì (scritte discriminatorie sulla porta dell'abitazione che fu della partigiana Lidia Rolfi, ndr) continua a far discutere e parlare di sé: in attesa che gli inquirenti riescano a risalire al suo autore, sulle colonne dei giornali si infrange puntualmente l'onda lunga della polemica, rinvigorita dalla risacca mediatica che lascia i riflettori puntati notte e giorno sul caso.
Sull'edizione torinese di ieri, venerdì 7 febbraio, de "Il Corriere della Sera", è comparso il parere dell'ex centrocampista della Juventus e della Nazionale italiana Claudio Marchisio, il quale, da quando ha appeso gli scarpini al chiodo, ha deciso di tentare l'avventura giornalistica.
L'ex bianconero introduce così l'argomento: "Il 27 gennaio in tutto il mondo si celebra, ormai dal 2005, 'il giorno della memoria', dedicato al ricordo delle vittime dell'Olocausto, il più grande sterminio di massa del ventesimo secolo in cui persero la vita oltre 6 milioni di persone tra ebrei, rom, sinti, slavi e dissidenti politici. Quest'anno le celebrazioni di questa ricorrenza nel nostro Paese sono state seguite da una notizia preoccupante: un'indagine dell'istituto di statistica Eurispes ha rivelato che più del 15 per cento degli italiani, uno su sei, è convinto che la Shoah non sia mai avvenuta".
Esaurita la premessa, il "Principino" va dritto al punto, come soleva fare sul rettangolo di gioco con le sue incursioni nell'area di rigore avversaria: "Tutto questo mentre, a Mondovì, sulla porta di casa del figlio di una deportata, compariva la scritta 'Qui abitano ebrei', come si usava durante i rastrellamenti nazisti. Ora, al di là della sorpresa e del disgusto, questi elementi ci fanno riflettere: che strumenti abbiamo per arginare l'ondata di aggressività anticinese quando così tante persone sono pronte, nel 2020, a negare una delle pagine più buie e più documentate della storia recente? E come possiamo disinnescare con successo fake news e falsi miti?".
Per poi concludere: "La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta da Auschwitz, ospite del Parlamento Europeo riunito a Bruxelles ha ricordato che 'antisemitismo e razzismo ci sono sempre stati: prima non c'era il contesto politico per poterli tirare fuori, ma poi arrivano i momenti in cui ci si volta dall'altra parte, in cui è più facile far finta di niente e tutti quelli che approfittano di questa situazione trovano il terreno adatto per farsi avanti'. Se questo è vero, è allora quanto mai necessario lavorare duramente per sviluppare i giusti anticorpi contro l'ignoranza e impedire che si ricrei un clima politico favorevole all'odio razziale". Marchisio ha fatto gol. Ancora.





