Economia - 23 marzo 2020, 17:06

Ghisolfi: "Ci sarà la recessione, saremo tutti più poveri. Abbiamo bisogno di tanti burocrati in meno"

L'analisi del banchiere fossanese, vicepresidente europeo delle casse di risparmio

Ghisolfi: "Ci sarà la recessione, saremo tutti più poveri. Abbiamo bisogno di tanti burocrati in meno"

Abbiamo fatto il punto con Beppe Ghisolfi, tesoriere e vicepresidente europeo delle Casse di risparmio, sulle conseguenze dell’epidemia che sta flagellando l’Italia.

Professore cosa ci aspetta? Cosa significa recessione?

Premesso che occorre preoccuparsi prima della salute e solo dopo dell’economia ritengo che l’Italia, come una gran parte delle nazioni al mondo, dovrà vedersela con la recessione. Significa che ovunque diminuirà la ricchezza complessiva e, in media, quella personale.

Quali saranno le conseguenze pratiche?

Nonostante l’aiuto del governo, con il superamento doveroso del patto di stabilità, molte piccole imprese non riapriranno i battenti e si registrerà un aumento vertiginoso della cassa integrazione. Conseguenze drammatiche sul turismo e su tutte le attività di ricezione e ristorazione sono inevitabili.

Cosa dovrebbe fare il Governo e cosa l’Europa?

Il governo e l’Europa non possono perdere tempo. La crisi riguarda tutti. Occorrono finanziamenti a costi simbolici ma anche interventi diretti a fondo perduto. In pratica le teorie di Nouriel Roubini non appaiono più stravaganti.

E quali sarebbero?

Le riporto in estrema sintesi il suo pensiero: “Bisogna avere il coraggio di lanciare misure assolutamente eccezionali. È il momento dell’helicopter money: semplicemente distribuire a tutti i cittadini, indipendentemente dall’età e dalla condizione sociale, una somma di denaro per far fronte almeno in parte alle esigenze immediate e tentare di rilanciare i consumi“. Anche a me sono sempre parse teorie da fantascienza ma temo che oggi occorre trovare una qualche soluzione. Non escludo che stampare moneta e distribuirla possa essere una buona idea.

E al momento qual è la priorità?

Potenziare al massimo le strutture sanitarie e abbattere la burocrazia senza pietà. Quanti anni ci sono voluti per costruire l’ospedale di Verduno? Adesso, per via dell’emergenza, in pochi giorni sarà finito. Abbiamo bisogno di una classe politica più snella e competente e tanti burocrati in meno.

redazione

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