Gentile Direttore,
in forza del mio ordine del giorno presentato durante l’approvazione del decreto “Cura Italia”, Il Governo ha valutato l’opportunità di prendere in considerazione le proposte mie e di Fratelli d’Italia in merito alla gravissima crisi che attraversa ed attraverserà il comparto turistico.
Assoturismo ha stimato una perdita di oltre 29 miliardi di euro per l’anno 2020 per il comparto turistico, equivalente ad una riduzione di presenze a 172 milioni circa per il 2020 contro gli oltre 430 milioni di turisti nel 2019, livelli che si registravano negli anni ’60. Secondo stime del Fondo Monetario Internazionale, è prevista una contrazione del prodotto interno lordo italiano del 9,1% per il 2020, dati che, secondo altri osservatori internazionali può anche peggiorare, riportando il PIL italiano ai livelli di venti anni fa.
Sono varie, poi, le agenzie di rating internazionali che hanno valutato l’estrema negatività del quadro economico, stime secondo le quali oltre un’azienda italiana su dieci sarebbe a rischio di fallimento e chiusura con le misure attualmente in vigore.
L’ingente perdita di flussi turistici stimata per il 2020, nonché la perdita ingente di liquidità a danno dei cittadini reca con sé l’evidente conseguenza che numerose attività, soprattutto commerciali avranno difficoltà nel recuperare gli stessi flussi di affari antecedenti alla crisi. Senza dimenticare che moltissime attività turistico ricettive operano in zone montane e marginali ove, sovente, fungono da unico “presidio sociale”.
Pertanto sarà mia attenzione particolare verificare l’iter della mia proposta che riguarda nello specifico i punti di seguito esposti affinché il Governo attui i seguenti passi ormai indispensabili:
- a rimodulare l’indennizzo da 600 euro di cui in premessa sulla base del numero di componenti del nucleo familiare del percettore, considerando anche di estendere la misura ai coadiuvanti familiari;
- a prevedere forme di indennizzo per le attività economiche sul territorio nazionale anche mediante sospensione di oneri fiscali, utenze ed altre forme di pagamento per un anno dall’entrata in vigore della presente legge di conversione, anche con particolare riguardo per le attività con sede nelle aree montane;
- a garantire alle imprese maggiormente colpite l’accesso a finanziamenti a fondo perduto o a finanziamenti a tasso zero di durata almeno decennale;
Sono solo alcune delle misure minime indispensabili per la difesa di un settore che produceva quasi il 15% del PIL e che è lustro della nostra Patria.
Monica Ciaburro





