Riaperti oggi, 6 maggio, dopo che erano stati chiusi a metà marzo per l’emergenza Covid, gli undici cimiteri di Cuneo e frazioni. Si accede con mascherina, c’è il dispenser con il disinfettante.
In molti, già lunedì, con l’inizio della fase 2, pensavano di poter tornare a fare visita ai propri cari defunti. Il Comune ha revocato l’ordinanza di chiusura da oggi. Gli orari tornano ad essere quelli di sempre.
Tra i viali del cimitero urbano una decina di persone, entrano alla spicciolata, sguardi bassi, fiori e piante in un sacchetto, la scopa. Per tornare a prendersi cura delle tombe, per adornarle dopo quasi sei settimane.
Il Covid ha tolto alle persone i propri riti, la possibilità di celebrare la morte. Forse tra le conseguenze più dolorose che questa emergenza si è portata dietro.
“Per favore, scriva che fanno tutti schifo - dice una signora, con le lacrime agli occhi e la voce rotta - Almeno a Pasqua potevano farci venire. Questo cimitero è grandissimo, tutto all’aperto. Che senso aveva chiuderlo? Qui si viene per starsene soli con il proprio dolore, non per chiacchierare o fare assembramenti. Chi ha preso questa decisione dovrebbe vergognarsi”.
Entra un’altra donna, sta andando a trovare il marito. “L’ho perso 6 anni fa. Non ho mai saltato un giorno. In queste settimane è stata negata la dignità alla morte e al dolore”.
Nel periodo di chiusura molti volontari si sono occupati dei cimiteri, portando fiori, tagliando l’erba, pulendo. Proprio perché non è mai mancata la consapevolezza di quanto sia stato doloroso, per le Amministrazioni, negare ai cittadini la possibilità di poter pregare davanti alla tomba di un proprio caro che non c’è più.










