Il questore di Cuneo, nei giorni scorsi, alla vigilia del 4 maggio, che ha segnato anche in Piemonte l'inizio della #fase2, con un allentamento delle prescrizioni - possibilità di andare a trovare i congiunti, di fare attività fisica anche oltre i 200 metri da casa, accesso alle seconde case in giornata, riapertura di bar e ristoranti con il servizio di asporto e possibilità di andare a prendersi quanto ordinato, oltre che la ripartenza di molte aziende - aveva detto senza troppi giri di parole: "Non è un libera tutti. Serve ancora più responsabilità da parte dei cittadini".
A distanza di una settimana, il bilancio è purtroppo, in questo senso, negativo: "Nei fatti il liberi tutti c'è stato. Le persone credono che l'emergenza sia finita ed escono con qualsiasi scusa, quasi mai per necessità e urgenza. I controlli li facciamo, sono sempre dell'ordine di 1200-1300 al giorno in tutta la provincia", evidenzia il questore Ricifari.
Tanti controlli a fronte di pochissime sanzioni. In parte il dato, più che evidenziare la correttezza dei comportamenti, è dovuto ad una normativa non sempre chiara, che si presta a varie interpretazioni. E quindi, inevitabilmente, anche ad una marea di possibili ricorsi. Probabile che sia questa la motivazione che spinge a non utilizzare la linea dura.
Basti pensare alla confusione che si è generata sul termine "congiunti".
"Purtroppo di gente in giro ce n'è tantissima. Per lo più le persone sono rispettose, molto meno gli adolescenti. Le sanzioni sono state soprattutto in capo a loro: si trovano in gruppo, fanno assembramenti, non indossano le mascherine. Come se non avessero la minima percezione dei rischi", commenta.
Sono stati molti i lettori che hanno evidenziato come sia stato preso d'assalto, nei pomeriggi, il viale degli Angeli, reso già dallo scorso 4 maggio e per due settimane una grande isola pedonale. Centinaia le persone che si sono ritrovate a passeggiare, non sempre mantenendo le distanze e spesso fermandosi a chiacchierare o addirittura a prendere il sole sdraiati nei parchi.
Come è stato evidenziato, nei giorni scorsi, ci sono stati assembramenti di persone anche davanti a diversi bar del centro cittadino, con persone in attesa di prendere un caffè o un gelato. E con i titolari costretti a richiamare i presenti al rispetto delle regole. Come ci ha detto uno di loro, preoccupato: "Possiamo vigilare sul rispetto delle regole all'interno del locale, ma fuori non ci compete e non ci è nemmeno possibile".





