Quasi il 7% della popolazione del comune di Cuneo vive su un territorio a pericolosità idraulica elevata: è questo uno dei (tanti) numeri che si possono trarre dalla pubblicazione del rapporto sul rischio idrogeologico del nostro Paese, realizzato processando i dati dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia e quelli della piattaforma Idrogeo (recentemente conferiti anche dal portale Infodata de IlSole24Ore).
L’analisi contiene i dati dal 2014 al 2019, permettendo una ricerca specifica sui comuni italiani e sottolineando - per tre fasce di rischio (bassa, media e alta) - la quantità di superficie e popolazione coinvolta, come anche la percentuale di beni culturali, edifici, famiglie e imprese sul totale.
A livello nazionale, risulta che 12.405 chilometri quadrati (4,1%) di territorio presenti un rischio idraulico alto, 25.398 chilometri quadrati (8,4%) un rischio di tipo medio e 32.961 chilometri quadrati (10,9%) un rischio basso. Il 7,9% del territorio nazionale, invece, risulta a rischio frana.
Maglia rosa per la quantità di territorio a rischio idraulico alto, in provincia di Cuneo, è Faule con un risultato del 48,2% (che sale al 92% e al 100% nelle fasce di rischio medio e basso). Il 75% dei beni culturali locali, il 18,1% degli edifici, 19% delle famiglie, il 23,1% delle imprese e, in generale, il 18,5% della popolazione del piccolo centro al confine con la provincia di Torino sono coinvolte dall'area di rischio più elevata.
- I DATI DELLE SETTE SORELLE
Cuneo presenta un rischio idraulico basso per il 15,1% della propria superficie (con il 2,2% della propria popolazione coinvolta), uno medio per l’11,1% (con l’1% della popolazione coinvolta) e uno alto per il 6,9% (con lo 0,4% della popolazione coinvolta).
Il dato più significativo riguarda il numero di beni culturali coinvolti nelle diverse fasce: il 51,1% in quella a rischio basso e il 49,5% in quella a rischio medio ed elevato. Gli edifici si attestano su percentuali più basse (5%, 2,3% e 1%), così come il dato delle famiglie (2%, 0,9% e 0,4%) e quello delle imprese (2%, 0,9% e 0,5%).
Il territorio del Comune di Saluzzo presenta un rischio basso per il 18% della sua estensione, uno medio del 15% e uno alto del 3,5%, con il 7,5%, il 4,6% e l’1,2% della popolazione locale rispettivamente coinvolta.
I beni culturali si dividono per il 5,5% e l’1,4% e gli edifici per il 9,3%, il 4,8% e l’1,2%. Le famiglie per il 5,6%, il 2,9% e l’1,2% e, infine, le imprese per il 3,7%, l’1,9% e l’1,2%.
L’area di Mondovì presenta un rischio idraulico basso nel 4,5% della propria superficie territoriale, dato che scende di poco per quello medio (4,4%) e alto (4,3%); il 2% della popolazione occupa, in parti uguali, le tre fasce di territorio.
Per quanto riguarda gli altri indicatori, tutte e tre le fasce presentano percentuali identiche: lo 0% per i beni culturali, il 2,5% per gli edifici, il 2% per le famiglie e il 4,6% per le imprese.
A Savigliano il 35,7% del territorio registra un rischio basso, il 24,9% un rischio medio e il 3,8% un rischio alto, con rispettivamente l’82,8%, il 15,4% e il 4,9% della popolazione coinvolta.
Il 90,2% dei beni culturali rientra nella fascia di rischio basso, il 2,1% in quella media e lo 0% in quella alta, mentre gli edifici si dividono rispettivamente per il 74,3%, il 15,4% e il 2,5%. L’84,6% delle famiglie occupa il territorio con la pericolosità meno elevata, il 14,3% quello con il rischio medio e il 4,4% quello con rischio basso. Le imprese, infine, si dividono per l’88,2%, il 13,3% e il 3,5%.
Il Comune di Fossano presenta il 9,6% del proprio territorio con rischio basso (per l’1,1% della popolazione), il 7,6% con rischio medio (0,9% della popolazione) e il 4,6% con rischio alto (0,6% della popolazione).
I beni culturali si dividono in tutte e tre le fasce per lo 0,9% mentre gli edifici per il 2% nel rischio basso, per l’1,5% nel rischio medio e per l’1% nel rischio alto. Le famiglie e le imprese, infine, fanno registrare rispettivamente i valori di 1%, 0,8% e 0,5%, e di 0,7%, 0,6% e 0,3%.
E arriviamo ai territori di Langhe e Roero. La superficie di Bra presenta un territorio per il 30,7% con rischio basso, per il 5,5% con rischio medio e per lo 0,6% con rischio alto, con il 15,4%, lo 0,3% e lo 0,2% della popolazione rispettivamente coinvolta.
I beni culturali fanno registrare valori di 6,8%, 1,4% e 0%, mentre gli edifici 10,4%, 0,5% e 0,4%; il 15,4% delle famiglie braidesi si trova nel territorio a rischio basso, lo 0,3% in quello a rischio medio e lo 0,2% in quello a rischio elevato. Le imprese si dividono per il 10,2%, lo 0,7% e lo 0,3%.
La superficie del Comune di Alba presenta rischio basso per il 24,8% della propria estensione (10,8% della popolazione), rischio medio per il 18,9% (4,1% della popolazione) e rischio alto per l’1,3% (1% della popolazione).
Il 5,1%, 3% e 2% sono i dati relativi ai beni culturali, mentre 11,5%, 4,5% e 1,6% quelli degli edifici. Il 10,5% delle famiglie si trova nella prima fascia, il 3,8% nella seconda e l’1% nella terza, mentre le imprese si dividono per il 12,7% nel territorio con rischio idraulico basso, per il 4,9% in quello a rischio medio e per lo 0,8% in quello a rischio alto.





