E’ durato oltre quattro ore l’incontro che ieri pomeriggio, giovedì 16 luglio, ha riportato i rappresentanti delle sigle di categoria di Cisl, Cgil e Uil – Angelo Vero, Maria Grazia Lusetti e Vito Montanaro – nel quartier generale Miroglio di via Santa Barbara, sede eletta per il terzo momento di confronto con l’azienda sulla chiusura della Stamperia di Govone.
"Il confronto è andato avanti, anche se siamo in una fase ancora interlocutoria", hanno spiegato i tre sindacalisti alla nutrita rappresentanza dei 151 lavoratori il cui posto è messo a rischio dal fronte di crisi aperto nel ramo tessile della multinazionale albese – addetti che per tutto il pomeriggio hanno atteso la fine dell’incontro fuori ai cancelli degli uffici albesi.
"Ci siamo soffermati a lungo sulla discussione riguardante la cassa integrazione, dove noi chiediamo che Miroglio presenti quanto prima la relativa domanda, mentre l’azienda vorrebbe arrivare contemporaneamente a definire un accordo quadro sull’intera vertenza", hanno proseguito Vero, Lusetti e Montanaro, valutando come ancora bassi i primi numeri ipotizzati da Miroglio sul fronte delle possibili ricollocazioni interne degli esuberi govonesi: al momento si parla di una forbice compresa tra un minimo di 22 e un massimo di 30-34 addetti, che almeno in parte verrebbero dirottati alla produzione di mascherine chirurgiche da poco avviata presso la sede di Pollenzo della controllata M2Log, che già oggi impegna 12 addetti distaccati dalla Stamperia.
Sarebbero invece 18 i lavoratori la cui storia e anzianità contributiva consentirebbe al momento un percorso di accompagnamento alla pensione, previa l’attivazione da parte dell’azienda di una procedura di licenziamento collettivo non appena la normativa emergenziale legata al Covid-19 lo renderà nuovamente possibile.
Oltre a quella di riassorbire internamente un numero più alto di persone, dai sindacati sono quindi arrivate due specifiche richieste all’azienda. La prima riguarda un impegno affinché ai lavoratori di Govone venga data priorità nell’affidamento di eventuali posti che si dovessero liberare o creare in azienda non soltanto nei 12 mesi previsti per la cassa integrazione, ma anche nei 24 mesi di disoccupazione che seguiranno la Cigs.
L’altra riguarda un impegno forte da parte della direzione Miroglio anche nella ricerca di soluzioni esterne al perimetro del gruppo, fronte per il quale si chiede anche che l’azienda partecipi attivamente al tavolo tecnico che verrà aperto col Comune grazie alla disponibilità manifestata sindaco Bo.
Analoga disposizione alla ricerca di possibili occasioni di ricollocazione esterna verrà richiesta al governatore Cirio, nel corso dell’incontro che nel pomeriggio di martedì prossimo, 21 luglio, porterà il caso Stamperia in Regione, mentre il confronto tra sindacati e azienda proseguirà giovedì prossimo, all’indomani di una nuova assemblea che i sindacati terranno coi lavoratori.





