Il sito di Balma Boves di Sanfront “passa” in comodato d’uso gratuito all’Unione montana dei Comuni del Monviso. Lo ha deciso, ieri sera, il Consiglio comunale di Sanfront, con i voti favorevoli della maggioranza, e il voto contrario dell’opposizione.
Perché il Comune deve "cedere" il “gioiellino” architettonico del paese in comodato d’uso all’Unione? Per ottenere un contributo del GAL – Gruppo azione locale Tradizione delle Terre occitane - pari a 40mila euro, ai quali andrà ad aggiungersi un cofinanziamento del Comune di 15mila euro.
55mila euro in totale, che serviranno per portare l’acqua corrente e potabile sino a Balma Boves, per installare servizi igienici in loco e per la manutenzione di alcune opere murarie del sito.
Nel bando del GAL (un documento di 59 pagine, alla faccia della sburocratizzazione), è previsto che la concessione in comodato d’uso gratuito all’Unione faccia “guadagnare” a Sanfront sei punti nella graduatoria. “Non si tratta di un bando semplice – ha spiegato il sindaco Emidio Meirone – ma non siamo di fronte al solito progetto aleatorio. Ci siamo accodati a Ostana”.
“I sei punti ci daranno la matematica certezza – ha aggiunto il sindaco – di ottenere il contributo. Potevamo anche partecipare al bando senza concedere in comodato Balma Boves all’Unione, ma era davvero troppo rischioso. Spero che questo sia l’ultimo passaggio dell’iter.
Non abbiamo mai ricevuto un euro dal GAL, e spero vivamente che questa volta, partecipando con tutti i crismi del caso, i soldi arrivino. Non vorrei trovarmi a dover controllare perché non ci è stato concesso il contributo.
Con l’Unione abbiamo posto in essere una convenzione abbastanza leggera, che darà la possibilità di chiedere ogni anno soldi al GAL”.
La convenzione stabilisce come, per una durata di otto anni, vi sia un vincolo di destinazione d’uso (turistica) del sito, i cui beni non potranno essere distolti da tale finalità, né alienati, né ceduti, né locati, “salvo variazioni preventivamente richieste e concordate”.
Critica sull’operazione la minoranza consigliare.
“Vogliamo ribadire che siamo sempre favorevoli e assolutamente d’accordo quando si tratta di reperire fondi da altri Enti. – ha detto il capogruppo Alessio Brondino – Bisogna però sempre valutare la contropartita. Mi sembra che questa volta sia pesante. Dopo le modifiche al regolamento edilizio che abbiamo approvato, diamo in comodato d’uso gratuito Balma Boves all’Unione, il che equivale a regalare il sito.
Per noi è un’operazione impegnativa. Per Balma Boves non cambierà nulla finché la Presidenza dell’Unione rimane a Sanfront e finchè rimarremo all’interno dell’Ente. Ma chi ci dice che fra 4 anni, con un altro presidente e un’altra Giunta, si ragioni allo stesso modo? La convenzione ci porterà sempre in un periodo di nuova Amministrazione dell’Unione.
Fra due anni scade l’affidamento della gestione del sito a Vesulus. Verrà rinnovato perché Emidio (Meirone: ndr) sarà ancora presidente dell’Unione. Ma poi? Il Codice civile precisa è molto chiaro: sceglierà il comodatario. Potremo accedere lo stesso al bando, se abbiamo i numeri porteremo a casa i contributi anche senza comodato d’uso. Non tutti i sindaci dell’Unione sono sereni, e ciò ci preoccupa. Noi ci fidiamo di chi c’è adesso in Unione, ma tra cinque anni cambiano le persone.
Non condividiamo che per prendere un contributo si debba regalare Balma Boves all’Unione. Spero di sbagliarmi, e spero che le cose funzionino e che vadano per il meglio”.
“Abbiamo dato in toto i dipendenti in mano all’Unione, ma non mi è sembrato esserci stato alcun problema. – ha ribattuto il sindaco – E per Balma Boves succederà esattamente la stessa cosa. Dei dipendenti ne disponiamo noi, a Sanfront, comunicando all’Unione le decisioni.
Così faremo per il sito: decideremo noi, anche per quanto concerne la gestione, e invieremo su (in Unione: ndr). In più, ci sarà il costante controllo dei sindaci e del Consiglio dell’Unione. Non so se avremo altre occasioni per prendere soldi da destinare a Balma Boves.
Se fra quattro anni usciremo dall’Unione ce la riprenderemo: sono stato rincuorato da altri Unioni e Comuni che hanno fatto lo stesso passaggio. Sul sito il Comune ha sempre dovuto mettere soldi, ora invece ci arriva un bando.
Possiamo anche votare contro la convenzione, consapevoli che perderemo il contributo. È pesante quello che il GAL chiede, ma si tratta comunque di un comodato tea Unione e Comune: non ci saranno decisioni che non vengano prese da qua.
Ma questi fondi bisogna prenderli, pur prendendosi qualche rischio, con il coraggio e la voglia di prendere un finanziamento: mi fido nel dare questo fiore all’occhiello di Sanfront in mano all’Unione, che ovviamente tutela i propri beni”.
Silvio Ferrato, “per certi versi”, si è detto “concorde” con la minoranza. “Non sarei però così drastico. – ha aggiunto – Qualunque sia il presidente o la Giunta dell’Unione non voglio pensare che si danneggi o si remi contro un bene come quello di Balma Boves: mi verrebbe da piangere. Parliamo di un’Unione di Comuni, non di un soggetto privato.
È pur vero che siamo di fronte ad un contributo da 50mila euro, e non da 500mila, ma al tempo stesso va detto che la gestione del sito non è mai stata in mano al Comune. Se la durata minima per la convenzione è di cinque anni, fissiamola a cinque anni e sei mesi, e non a otto anni”.
“Con un sito che ha avuto mille passaggi in un mese – le parole del vicesindaco Francesco Lombardo – è impensabile che l’Unione possa distruggere tutto”.
Gli ultimi fondi “extracomunali” destinati a Balma Boves sono stati quelli utilizzati per l’illuminazione del sito e per l’allestimento di una delle due rotonde lungo via Valle Po, dedicata proprio alla “borgata museo”.






