Attualità - 06 ottobre 2020, 08:37

Tra guerra e Covid, Romana ha lasciato passare i suoi primi cento anni con un sorriso

Tanti auguri alla storica cassiera della pasticceria Bonfante di Cuneo. "Il segreto della longevità? Avere fede, fare del bene e assaporare un dolce con una persona cara"

Tra guerra e Covid, Romana ha lasciato passare i suoi primi cento anni con un sorriso

“Il segreto della vita è racchiuso in un sorriso”.

E di sorrisi ne ha donati molti, Romana Chiavarino Coda, cento primavere oggi, martedì 6 ottobre, portati con l’eleganza di una grand dama e la spensieratezza di una ragazzina.

Sono proprio i suoi sorrisi che, da oltre trentaquattro anni, correggono di buon umore i caffè ed i dolci del bar pasticceria Bonfante, nel cuore del centro storico di Cuneo.

“Conosco bene la maggior parte dei miei clienti, spesso li ho visti crescere - racconta Romana, con voce cristallina -. Questo bar è frutto di un legame familiare profondo e credo che i nostri clienti percepiscano l’armonia e l’amore per le cose: due ingredienti importanti quanto quelli dosati con maestria nel laboratorio della nostra pasticceria”.

Fare un bilancio per Romana è semplice: “Questi cento anni sono stati bellissimi. Hanno impiegato molto tempo a passare ma io non me ne sono neppure accorta. Non li ho iniziati bene ma poi ho recuperato: ho vissuto in maniera intensa tante emozioni, sempre supportata dalla fede. E dall’insegnamento di mia madre che mi diceva: Romana se fai del bene prima o poi ti ritorna”.

Romana è nata nel 1920 a Castelrosso di Chivasso: “Ho vissuto gli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale - ricorda - che mi ha portato via mio marito Luigi, rimasto sotto i bombardamenti alla stazione di Chivasso dove lavorava. Mi sono ritrovata vedova a 24 anni con un figlio, il mio Pietro, di appena tre mesi. È stato terribile”. Il destino ha però voluto dare una seconda opportunità a Romana che una decina di anni dopo ha incontrato e sposa Giulio Coda, dirigente industriale di Torino. “È stato un grande amore - sottolinea -. Un colpo di fulmine per entrambi”.

“Quando nel dicembre del 1986 Giulio è morto - ricorda Romana - ho deciso di trasferirmi a Cuneo, da mia sorella Vittoria ed ho iniziato ad aiutarla in pasticceria. E sono ancora qui, quasi sempre alla cassa, allora come oggi. Naturalmente il mio impegno è minore, lavoro solo da mezzogiorno alle 15, quando nel locale ci sono più clienti per la pausa pranzo”.

In 34 anni la vita e anche le persone sono cambiate e dal suo osservatorio speciale, Romana Chiavarino Coda lo ha notato: “I cuneesi - spiega - sono persone chiuse ma quando capiscono che possono fidarsi di te, ti danno il cuore. Questo è un periodo difficile: con la mia esperienza posso dire che il Covid è la terza guerra
mondiale, che ha reso tutti più tristi e infelici”.

E sul segreto della longevità per arrivare a cento anni con gli occhi che brillano come i suoi, Romana non ha dubbi: “Bisogna avere tre cose: una famiglia unita, la
fede e la volontà di aiutare il prossimo”.

NaMur

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