Resilienza. La chiamano così la capacità di far fronte a un evento doloroso della vita trovando la forza di ripartire.
E a poco più di due settimane dall'alluvione dello scorso venerdì 2 ottobre, Ormea ha trovato il simbolo della forza che la sua comunità ha sempre mostrato nel rialzarsi e ripartire: la statua di Nae.
Nae è la scultura di Tudor Balmus (l'artista della luce, ndr) che si trova nell'area a monte del parco giochi lungo il Tanaro, devastato da fango e detriti.
"E' un'opera in marmo nero di Ormea realizzata durante un simposio di scultura organizzato dal comune nel 1999" - spiega l'artista - "Rappresenta l'uomo arcaico nella posizione di forza della meditazione sacra".
Sarà forse la sua posa o il suo sguardo serio che sembra dire al Tanaro "io di qui non mi sposto", ma Nae ha visto e superato prima l'alluvione del 2016 e poi quella del 2020, restando sempre di 'guardia'.
Sebbene sia stato coperto dai detriti, l'acqua non è riuscita a trasportarlo via e ora sui social gli ormeesi guardano a lui come simbolo della resilienza del paese e stanno pensando di dedicargli un posto speciale all'interno del parco.






