Saluzzese - 27 novembre 2020, 16:17

Caritas Saluzzo apre le porte ai braccianti africani senza fissa dimora, ancora nel Saluzzese

Ha messo a disposizione una decina di posti disponibili nella Casa madre Teresa di Calcutta e altri in corso Piemonte. Il direttore Carlo Rubiolo: “di fronte a un’emergenza così drammatica la carità deve prevalere sull’ordinarietà”. L’iniziativa, d’intesa con la Prefettura, avviene nel rispetto delle norme Covid

Saluzzo, l'ingresso della parte di  Casa Madre Teresa di Calcutta destinata ai più fragili. In foto con gli operatori di Saluzzo Migrante anche Fra Andrea Nico Grossi che si occupa della mensa

Saluzzo, l'ingresso della parte di Casa Madre Teresa di Calcutta destinata ai più fragili. In foto con gli operatori di Saluzzo Migrante anche Fra Andrea Nico Grossi che si occupa della mensa

Con la fine di novembre, per la maggior parte dei braccianti africani si conclude la stagione di raccolta frutta nel Saluzzese. Ma alcuni resteranno ancora fino a metà dicembre, impegnati in lavori agricoli come ad esempio  la sistemazione delle reti protettive, altri in attesa della paga o  altri ancora senza alternative, visto il periodo di emergenza sanitaria che impedisce gli spostamenti.

Le strutture dell' “Accoglienza diffusa”, progetto che quest’anno per il rispetto dei decreti anticontagio è stato sottoscritto da un protocollo dalla Prefettura di Cuneo, chiudono il 30 novembre.

Ma ci sono persone che non hanno i requisiti per stare nel sistema di questa accoglienza a cui hanno aderito oltre a Saluzzo, i comuni di Lagnasco, Costigliole, Verzuolo e per la prima volta  Busca, Tarantasca e Savigliano.

Persone che quindi non hanno soluzioni abitative e si trovano in difficoltà, non avendo un tetto in questo periodo di inizio inverno. 

In questa situazione, l’intervento di Caritas Saluzzo che ha deciso di mettere a disposizione alcuni posti letto sia nel dormitorio di corso Piemonte 63, dove la Casa di Pronta Accoglienza è coordinata dall’Associazione Papa Giovanni XXIII, sia al piano terra di Casa Madre Teresa di Calcutta, inaugurata nel febbraio di quest’anno per persone senza dimora in situazioni di fragilità sociosanitaria o di sfruttamento lavorativo.

La scelta di mettere a disposizione Casa Madre Teresa è stata complessa – spiegano da Caritas - in quanto il piano terra, con 24 posti esclusivamente maschili, non è pensato per l’inverno ed è stato necessario adeguarlo al distanziamento richiesto dalla prevenzione del contagio. Ma  la scelta di destinare alcuni posti ai braccianti è stata necessaria, alla luce della mancanza di soluzioni individuate per accogliere i braccianti senza dimora non più sotto contratto (non essendo più considerati lavoratori, non hanno infatti accesso alle accoglienze diffuse)".

Afferma il direttore della Caritas diocesana Carlo Rubiolo: "Con il nuovo lockdown che vieta gli spostamenti in altre regioni, i tanti braccianti stagionali che dormono ancora all’addiaccio non possono più raggiungere le località che tradizionalmente erano la loro meta dopo la  stagione di raccolta. In queste notti ormai gelide, qui per loro continua a non esserci un riparo per dormire e per consumare i pasti. Anche le coperte che il nostro Presidio ha distribuito tutto l’anno non bastano più ad offrire un conforto adeguato.  

Per questo d’intesa con la Prefettura, abbiamo deciso  di ospitare nei nostri dormitori alcune persone. Sono  una decina di posti letto per le persone senza dimora nell’attesa che vengano individuati dalle autorità locali luoghi più adeguati. In questi giorni, anche grazie all’importante contributo dei volontari, gli operatori di “Saluzzo Migrante” si sono adoperati per garantire un accesso ed una permanenza sicuri alle persone che verranno accolte, oltre a provvedere ad una completa pulizia e sanificazione dei locali".  

Gli ingressi alla struttura saranno regolati dopo aver effettuato un tampone rapido che certifica la negatività delle persone accolte. Nel caso di comparsa di sintomi del Covid19 si procederà al l’isolamento all’interno della Casa.

All’interno i pasti saranno preparati e distribuiti da Fra Andrea Nico Grossi, da alcuni mesi arrivato da Parma nella comunità dei Frati Minori Francescani della chiesa di San Bernardino a Saluzzo, con alle spalle un'importante esperienza nella gestione della mensa per i poveri.

“Nonostante questa struttura non sia perfettamente attrezzata per l’ospitalità invernale – sottolinea Rubiolo – abbiamo deciso di aprire le porte, nel rispetto di tutte le norme anti-Covid, perché di fronte a un’emergenza così drammatica la carità deve prevalere sull’ordinarietà”.

 

vilma brignone

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