In&Out - 13 dicembre 2020, 12:37

Da Peveragno alla base di Ny-Alesund, isole Svalbard: quattro chiacchiere con Paolo Inaudi

"Rientrerò in Italia prima delle feste ma quasi sicuramente dovrò mettermi in isolamento fiduciario a Torino, per cui non passerò le feste con la famiglia. E' triste ma credo sia un sacrificio necessario, in questo periodo"

Paolo Inaudi

Paolo Inaudi

- Ciao Paolo. Partiamo dall'inizio: come ci arriva un giovane ricercatore di Peveragno all'arcipelago delle isole Svalbard?

Ciao Simone. Mi sono laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel giugno 2019 e dopo un anno di borsa di ricerca ho iniziato il dottorato in Scienze Farmaceutiche e Biomolecolari a Torino. In particolare, con la mia tutor la dottoressa Giacomino, ci occupiamo di sviluppare sensori per la determinazione elettrochimica di contaminanti in diverse matrici: ambientali, alimentari e farmaceutiche. Grazie ad una collaborazione attiva da anni tra il gruppo di ricerca presso cui lavoro e l'Istituto di Scienze Polari del CNR, cui sono associato, è nata la possibilità di effettuare questa "trasferta".

- Senza entrare troppo nei dettagli, di che cosa ti occupi alla base di Ny-Alesund?

Qui a Ny-Alesund, presso la base artica Dirigibile Italia, vengono effettuate una lunga serie di ricerche tutte volte allo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici. Durante la notte polare  - 24h al giorno di buio totale - molte delle attività sono sospese, mentre continua tutto l'anno il campionamento di aerosol e particolato atmosferico presso il laboratorio di Gruvebadet, a circa 1 km dalla base; diverse volte a settimana ci rechiamo al laboratorio per il cambio dei filtri e il monitoraggio degli strumenti, i filtri verranno poi spediti in diverse università di Italia dove verranno effettuate analisi sulla componente fisica e chimica del particolato atmosferico.

- Quando sei arrivato alla base? Non riesco a immaginare la tua quotidianità, specie in un luogo così "alieno" come le Svalbard: hai voglia di parlarcene un po'?

Dopo la quarantena d'obbligo di 10 giorni a Oslo in ottobre, il 5 novembre sono arrivato a Longyearbyen, il più grande paese delle Svalbard; da qui è stato necessario prendere un volo interno su un piccolo aereo da 14 posti, per giungere a Ny-Alesund dove si trovano tutte le basi di ricerca. La routine quotidiana prevede colazione in mensa dalle 7:30 alle 8:30, un veloce caffè italiano in base e successivamente si va a Gruvebadet per la manutenzione dei campionatori. Dalle 12 alle 13 viene servito il pranzo, poi si continuano i lavori e la gestione della base. A questo punto la parte più "traumatica": la cena dalle 16:30 alle 17:30, e poi mi dedico al mio lavoro di dottorato. La sera ci sono diverse attività con la piccola comunità locale (siamo circa 50 persone a Ny-Alesund attualmente), dai giochi in palestra alla visione di film, passando per gli immancabili giochi in scatola!

- Stai tenendo sotto controllo la situazione pandemica in Italia, in Piemonte, nella provincia Granda e a Peveragno? Come giudichi il panorama attuale?

Sto seguendo la situazione in Italia, con un occhio di riguardo al Piemonte. A essere sinceri non è per niente semplice essere qui e avere tutte le persone care a migliaia di chilometri di distanza: so che il mese di novembre è stato molto difficile per tutto il territorio della Granda e il mio pensiero va alle famiglie colpite da questa terribile pandemia. Non sono un virologo o un esperto, la situazione è complessa e so che sembra stia migliorando, ma il periodo natalizio potrebbe essere nuovamente critico; dalle decisioni e dai comportamenti che terremo ora probabilmente dipenderà l'andamento della pandemia nei primi mesi del 2021, e purtroppo è estremamente complesso da un lato salvaguardare la salute e dall'altro permettere alle persone di lavorare e ai bambini di tornare a scuola.

- Passerei le feste di Natale molto lontano da casa, quest'anno. Pensi sarà dura, per te? Che significato può avere la festa (o, anche solo, la fine dell'anno) in un 2020 come quello che è stato?

In realtà rientrerò in Italia prima delle feste ma quasi sicuramente dovrò mettermi in isolamento fiduciario a Torino, per cui non passerò comunque le feste con la famiglia. E' sicuramente triste ma credo sia un sacrificio necessario per poter tornare a festeggiare, abbracciarci e stare insieme tra qualche mese lasciandoci alle spalle questo terribile 2020.

- Ultima domanda, di rito. Quale altro posto può esserci, nel tuo futuro, dopo le Svalbard? Dove (e come) ti vedi nei prossimi anni?

Bella domanda! Purtroppo con la situazione attuale a livello internazionale è molto complesso fare progetti a lungo termine, già arrivare qua è stata "un'impresa" e una fortuna rispetto a tanti colleghi che hanno dovuto rinunciare a periodi di ricerca all'estero. Sicuramente effettuerò ancora dei periodi all'estero al fine di aumentare i numeri di campioni da analizzare per il percorso di dottorato appena iniziato. In futuro mi piacerebbe poter rimanere nell'ambito della ricerca e perché no in ambito accademico. 

simone giraudi

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