Continuano ad essere occupati i 72 posti letto dei tre reparti di medicina interna allestiti nel “Covid-hospital” di Saluzzo. Ma, al tempo stesso, cala la pressione sui reparti, rispetto alle fortissime sollecitazioni che hanno contraddistinto i primi giorni della “seconda ondata” di contagi da Sars-Cov-2.
Lo conferma il dottor Paolo Costantini, direttore della struttura complessa di Medicina interna del presidio ospedaliero di Saluzzo, intervistato da Giovanni Damiano, presidente dell’Associazione “Officina delle idee”.
Costantini conferma come il trend di occupazione dei 72 posti letto dedicati a pazienti Covid-19 sia sempre elevato: “Di giorno in giorno – afferma il dottor Costantini – riusciamo a dimettere dei pazienti. Mentre altri, purtroppo, perdono la vita. Questi posti letto, di solito nell’arco di poche ore, tornano ad essere occupati”.
Rimane dunque intenso lo sforzo del personale sanitario che turna nei tre reparti Covid, “che gestiamo in buona parte con le forze interne e i medici del nostro reparto – prosegue Costantini – e per una parte restante con medici che convergono a Saluzzo per dare una mano, specialisti in area medica da Savigliano, Fossano e altre strutture ospedaliere della nostra Asl”.
I 72 posti letto dell’ospedale saluzzese permettono, per quanto possibile, di alleggerire il carico di pazienti Covid-19 nei Pronto soccorso e nei Dipartimenti di emergenza ed accettazione degli altri ospedali (a Saluzzo il Pronto soccorso è chiuso da novembre, con la riorganizzazione del personale), prevalentemente dell’Asl Cn1. In primis il Dea di Savigliano, “che noi – aggiunge Costantini – cerchiamo di aiutare, per evitarne un affollamento eccessivo e una permanenza troppo lunga dei pazienti in attesa di ricovero”.
Prova ne sia che, all’atto di dimissione, o in caso di decesso, la situazione dei posti letto disponibile viene immediatamente segnalata al Dea di Savigliano che, compatibilmente con l’organizzazione logistica di un trasporto in ambulanza, trasferisce a Saluzzo i pazienti.
“Ovviamente scegliamo di accettare prioritariamente i pazienti più gravi. – rimarca il primario – Che necessitano di assistenza ventilatoria, essendo il nostro reparto attrezzato per aiutare e curare questo tipo di malati, piuttosto impegnativi”. I casi ancora più critici, invece, vengono dirottati sulla terapia intensiva.
Nessun particolare calo, dunque, nel flusso di pazienti e nell’occupazione dei posti letto a Saluzzo.
Cambia però, come accennato e come spiegato dal dottor Costantini, la pressione, di gran lunga inferiore rispetto ai primi giorni di “seconda ondata”.
I reparti Covid di Saluzzo ricevono meno sollecitazioni urgenti per nuovi ricoveri. Il motivo? “Nei primi giorni la quantità di malati che stazionava nei Pronto soccorso era molto più elevata.
In questi ultimi giorni registriamo invece una riduzione piuttosto significativa di questa pressione”.
Il numero di pazienti Covid presenti nei Dea e nei “Ps” è comunque tale da far si che ci sia sempre la completa occupazione dei reparti Covid di Saluzzo.
“Speriamo che questo trend di miglioramento debba proseguire, e che riusciamo nell’arco delle prossime settimane ad avere più disponibilità di posti letto liberi”.




