Attualità - 31 dicembre 2020, 07:32

Sovraffollamento, decadenza e obsolescenza: la situazione delle carceri piemontesi ai tempi del Covid-19

Presentato il Dossier delle Criticità Strutturali e Logistiche, elaborato dal Garante Regionale delle Persone Detenute Bruno Mellano con il Coordinamento Piemontese dei Garanti Comunali

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Sovraffollamento, decadenza e obsolescenza delle strutture: si può riassumere così il Dossier 2020 delle Criticità Strutturali e Logistiche delle Carceri Piemontesi, elaborato dal Garante Regionale delle Persone Detenute Bruno Mellano in collaborazione con il Coordinamento Piemontese dei Garanti Comunali.

Il documento punta a fornire una panoramica generale della condizione attuale dei tredici istituti presenti sul territorio regionale, con un focus specifico riferito a ogni singola situazione; a livello nazionale, nel frattempo, si sta facendo sempre più strada la richiesta di inserire il sistema carcerario tra le priorità della campagna vaccinale anti-Covid-19.

- Gli ambiti prioritari di intervento

Secondo gli ultimi rilevamenti, datati 28 dicembre, le persone adulte attualmente detenute in Piemonte sono 4164. Nel dossier, per affrontare la situazione sono stati individuati tre punti di partenza: “Il primo – spiega Mellano – riguarda l'indicazione della soglia del 98% di presenze come condizione minima per avere spazio di manovra gestionale nei singoli istituti, soprattutto in tempi di pandemia dove il distanziamento è fondamentale; l'obiettivo prioritario visto che, in alcuni casi, raggiungiamo un affollamento superiore al 130%. Il secondo rileva la necessità di investire i fondi europei in interventi sulle carceri, in particolare sulle strutture sanitarie interne ma anche quelle legate all'istruzione e alla formazione. L'ultimo richiede con forza l'esecuzione penale di mamme con bambini in spazi esterni all'ambito carcerario come le case famiglia”.

- La situazioni nelle singole carceri

Sono invece diverse, ma con alcuni tratti comuni, le situazioni dei singoli istituti presentate dai vari garanti comunali.

La provincia che vede la più alta presenza di carceri è proprio la nostra, quella cuneese, con quattro: nel capoluogo, i lavori di ristrutturazione a un padiglione interamente non utilizzato dovrebbero garantire maggiori spazi. Nell'istituto di Saluzzo, in attesa di una conversione in alta sicurezza, sarà necessario il potenziamento delle reti e delle attrezzature telematiche informatiche per i colloqui a distanza. Discorso a parte meritano, invece, Alba e Fossano: il primo, infatti, è ancora in attesa dell'inizio degli interventi da 4,5 milioni di euro che ne garantirebbero una migliore efficienza soprattutto in ambito di inserimento lavorativo, mentre il secondo è considerato il migliore di tutto il Piemonte.

redazione

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