“Ormai abbiamo a che fare con istanze che quotidianamente riceviamo da allevatori e agricoltori che perdono buona parte del loro lavoro, della loro fatica e del loro reddito, perché nel nostro Paese prevalgono ancora, i vari veti animalisti”.
Paolo Demarchi consigliere regionale Lega, interviene nel “dibattito lupo”, dopo l’articolo che Targatocn ha pubblicato ieri, dando voce all’appello di Giovanni Dalmasso, presidente dell’Adialpi, Associazione per la difesa degli alpeggi del Piemonte.
Dalmasso aveva spiegato come nessuno “vuole sterminare il lupo”. Facendosi portavoce delle istanze della sua categoria, aveva rimarcato come ci si voglia “poter difendere in caso di attacco”.
“Raccolgo lo sfogo di Dalmasso – aggiunge Demarchi – anche perché le conseguenze sono chiare: pastori che si armano, agricoltori che si tassano per erigere barriere contro la fauna selvatica, fino all’epilogo peggiore la scelta di abbandonare la campagna, la collina o la montagna”.
“Il nostro dovere – prosegue Demarchi, che è anche titolare di una azienda agricola – è consentire ad agricoltori ed allevatori di svolgere il loro lavoro tutelandone la sicurezza e gli investimenti.
Sto lavorando in Consiglio regionale perché le specificità del Piemonte, che a Roma evidentemente non si colgono, non vengano sottovalutate.
Il numero di lupi, come dei cinghiali, è aumentato e la visione del passato che mirava esclusivamente alla tutela, deve ora essere superata e aggiornata in funzione della gestione della loro presenza per garantire alla nostra terra, a chi la valorizza e custodisce, un supporto adeguato dalle istituzioni”.





