Cuneo e valli - 14 febbraio 2021, 19:11

Sci, a poche ore dalla ripartenza lo stop del Governo. Cirio: "Mancanza di rispetto inaccettabile" [LE REAZIONI]

Il nuovo rinvio al 5 marzo dopo gli allarmi del Cts sui timori per la diffusione della variante inglese. L’Uncem: "Stagione finita nel peggiore dei modi. Subito ristori". Il governatore convoca per domani una Giunta straordinaria: "Chi pagherà ora i danni?"

Sci, a poche ore dalla ripartenza lo stop del Governo. Cirio: "Mancanza di rispetto inaccettabile" [LE REAZIONI]

"Il blocco dello sci di stasera per domani è gravissimo. La stagione è finita, per molti operatori che in questi istanti mi hanno confermato che non apriranno più. Il 'no' all'apertura degli impianti, arrivato in questi minuti, non trova d'accordo i Comuni montani, insieme a tutti gli operatori economici. Abbiamo buttato al vento milioni di euro in quest'ultima settimana. Uno spreco. Ora contiamo i danni. Che in settimana dovranno essere rimborsati con adeguati ristori. Per il personale serve immediatamente un'indennità, la cassa integrazione. Il Governo Draghi si attivi immediatamente".

In questi termini il presidente nazionale dell’Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani (Uncem) Marco Bussone commenta tra i primi la notizia, appena battuta dalle agenzie, della firma da parte del ministro della Salute Roberto Speranza del provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al prossimo 5 marzo, data di scadenza del Dpcm del 14 gennaio scorso.

La misura, che arriva a pochissime ore dalla ripartenza, attesa per domani, lunedì 15 febbraio, è stata presa dopo una riunione tenuta nel pomeriggio al Ministero, dopo che in giornata si erano susseguiti gli allarmi del Comitato Tecnico Scientifico e del consulente del Ministero Walter Ricciardi.

 

MINISTERO PREOCCUPATO
DALLA DIFFUSIONE DELLE VARIANTI

"Il provvedimento – si legge in una nota diramata dal Ministero della Salute – tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.17., detta variante Uk e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi. La preoccupazione per la diffusione di questa e altre varianti del virus ha portato all’adozione di misure analoghe in Francia e in Germania".
"Nel verbale del 12 febbraio –
prosegue il documento –, il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riguardo alla riapertura degli impianti sciistici nelle regioni inserite nelle cosiddette 'aree gialle', afferma che 'allo stato attuale attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale".
"Il Governo –
si conclude la nota – si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori".

 

Il GOVERNATORE PIEMONTESE CIRIO:
"MANCANZA DI RISPETTO INACCETTABILE,
CHI PAGHERA’ I DANNI DI QUESTA DECISIONE?"

“A 12 ore dalla riapertura è una mancanza di rispetto inaccettabile. Chi li pagherà i danni? Se questo è il modo con cui il nuovo governo pensa di sostenere le nostre imprese c’è da preoccuparsi”, è il commento che arriva dal governatore Cirio e dall’assessore piemontese allo Sport Ricca.

“Sono allibito da questa decisione che giunge a poche ore dalla riapertura programmata per domani - prosegue il presidente della Giunta regionale -. Il Comitato tecnico scientifico nazionale soltanto dieci giorni fa, il 4 febbraio, aveva stabilito che in zona gialla da lunedì 15 si sarebbe potuto sciare. Su queste direttive il Piemonte si è mosso, nel rigoroso rispetto delle regole. Regole che non possono cambiare tutte le settimane. E, soprattutto, i dati aggiornati sulla situazione epidemiologica sono in possesso del Cts e del Governo da mercoledì. Mi chiedo se non fosse il caso di fare queste valutazioni prima, invece di aspettare la domenica sera. È una mancanza di rispetto inaccettabile da parte dello Stato che dovrebbe garantire i suoi cittadini, non vessarli. Parliamo di imprese che hanno già perso un intero anno di fatturato, messe in ginocchio dalla pandemia e che hanno usato gli ultimi risparmi, ammesso di averli ancora, per anticipare le spese necessarie alla riapertura".

"In questi giorni è stato assunto personale, sono state battute le piste, pre-venduti i biglietti e prese le prenotazioni. Come si può pensare di cambiare idea la sera prima? I palazzi romani sono ancora sulla terra o si sono trasferiti su un altro pianeta? La prudenza, fin dall’inizio di questa terribile emergenza sanitaria, è stata nella mia regione la guida, così come il rispetto delle regole. Abbiamo assunto spesso decisioni più restrittive, consapevoli del sacrificio che chiedevamo ma anche del bisogno di tutelare la vita. E anche in questo caso abbiamo atteso diligentemente le decisioni del governo, prima di intervenire con una mia ordinanza, che aveva comunque limitato la capienza degli impianti al 30%. Oggi cambia tutto. Ciò che contesto non è il merito, ma il metodo. Chi li pagherà i danni? Come se quelli già subiti non fossero abbastanza. Mi attiverò immediatamente per quantificarli e ho già convocato per domani una giunta straordinaria, perché il mondo della neve del Piemonte non può rimanere solo, merita rispetto. Mi aspetto che chi ha preso questa decisione in questo modo, a poche ore dalla riapertura, si faccia carico anche delle conseguenze economiche. Di certo se questo è il modo con cui il nuovo governo pensa di sostenere le nostre imprese e i nostri cittadini, c’è da preoccuparsi fortemente”.


“Assurda e vergognosa una decisione simile presa il giorno prima della riapertura degli impianti di risalita. Il ministro Speranza apra gli occhi e cerchi di capire che nel mondo reale le imprese sportive vivono di pianificazione e affrontano spese per la ripartenza. Dietro alla riapertura di domani ci sono attività che hanno investito soldi - aggiunge l’assessore allo sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca -. Se le realtà imprenditoriali dello sci decideranno di ricorrere a vie legali contro questa decisione piovuta dal cielo senza alcun preavviso, e senza tenere in considerazione il lavoro della gente, come Regione saremo al loro fianco”.

 

LIMONE, DALMASSO (LIFT):
"TRATTAMENTO CHE LASCIA SENZA PAROLE"

Dopo quattro rinvii, personalmente avevo qualche dubbio, tant’è che noi avevamo deciso di aspettare qualche giorno, per aprire il 20. Purtroppo questi dubbi si sono puntualmente materializzati. Quello che però è davvero difficile da digerire sono le tempistiche, i modi: arrivare a dirlo la sera, a poche ore dalla riapertura è inaccettabile. E’ questo che sconcerta e lascia amarezza".

Così Fulvio Dalmasso, direttore della Lift di Limone Piemonte, che ricorda come "già con le varie decisioni precedenti si era avuta l’impressione che il Governo non fosse così attento alla montagna, perché i fatti dimostravano questa sensazione. Però da lì a trattarci in questo modo, è scandaloso, lascia senza parole. Devo pensare che negli ultimi due giorni i contagi siano saliti a dismisura, l’unica attenuante può essere questa, ma se questa ricognizione è stata fatta venerdì, oggi siamo a domenica…".

"Il nostro settore deve già fare i conti con una situazione difficilissima, senza dire di Limone, che ha ancora altri ben noti e più gravi problemi. Nonostante questo siamo partiti con nuove assunzioni, abbiamo fatto rientrare gente in cassa, abbiamo battuto piste che erano chiuse da mesi, fatto lavori di preparazione. Ecco, tutto questo è stato inutile. Anzi – conclude –, ci troviamo a fare i conti con un ulteriore aggravio di costi. E’ una beffa".


ARTESINA MONDOLE’ SKI:
"DECISIONE NON RISPETTA LAVORO
DI SETTORE CHE OCCUPA MIGLIAIA DI PERSONE"

Delusione e sconforto nelle dichiarazioni che arrivano dagli operatori degli impianti della Granda. "È da novembre – si legge in una nota pubblicata da Artesina Mondolé Ski –  che siamo pronti ad Artesina per aprire gli impianti della nostra stazione sciistica, non abbiamo messo nessuno dei nostri dipendenti in cassa integrazione e abbiamo aspettato fino al 7 gennaio, poi ci è stato detto di aspettare fino al 18 gennaio, poi ci è stato detto di aspettare fino al 18 febbraio poi finalmente il Cts ha approvato il protocollo dell’apertura impianti, nonostante la stagione per noi fosse totalmente compromessa ci siamo organizzati per aprire tutti gli impianti, abbiamo fatto tutte le verifiche tecniche, abbiamo assunto personale, abbiamo fatto partire la vendita degli skipass online, abbiamo fatto pubblicità, comunicati stampa ecc, oggi 14 febbraio il Cts dichiara: 'Non ci sono le condizioni per aprire le stazioni sciistiche' fa sapere e conclude 'la decisione spetta alla politica'. A 12 ore dall’apertura prevista degli impianti trapela che il Governo ha deciso di emettere un decreto per la chiusura al pubblico. Questo è poco serio e non rispetta il lavoro di un settore che occupa migliaia di persone".

SANGIACOMO & CARDINI SKI:
"COSI’ SI ROVINANO LE ATTIVITA’"

"Venerdì sera – scrivono dagli impianti Sangiacomo & Cardini Ski – abbiamo avuto il via libera per aprire, abbiamo assunto personale, lavorato contro il tempo e stiamo ancora lavorando in questo momento, predisposto tutto per rispettare le linee guida… le baite e le attività si sono subito messe in moto acquistando e  assumendo personale… . Ora, alle 18:47 di domenica sera, leggiamo dai giornali che non si apre più. Meglio non commentare a caldo. E’ semplicemente scandaloso, così si rovinano le attività. Sarebbe stato più onesto non farci aprire da subito. Tutto ha un limite".

 

GARESSIO 2000 SKI:
"ABBANDONATI A NOI STESSI"

"Sole, neve, pioggia, vento, freddo, di notte e di giorno. Sono le condizioni in cui abbiamo lavorato negli ultimi dieci giorni in modo da arrivare il più possibile pronti per l'apertura di domani – dicono da Garessio 2000 Ski –. Questa sera eravamo già in giro con i battipista quando la notizia che ormai circolava da qualche ora è diventata ufficiale. Ci abbiamo creduto fino all'ultimo, siamo fatti così! La delusione è tanta, tantissima! Non ci piace fare polemica, ma questa volta ci sentiamo veramente abbandonati a noi stessi".
"Domani è un nuovo giorno", dicono ancora dagli impianti garessini. "Per chi vorrà (e potrà) il bar degli impianti domani sarà aperto con il consueto servizio asporto e con il servizio al tavolo".

 

CHIAPELLA (CONFCOMMERCIO):
"COSI’ SI MORTIFICA E AZZERA LA MONTAGNA,
ORA RISTORI A COPERTURA TOTALE"

"Vergogna – attacca il presidente provinciale Confcommercio Luca Chiapella – non è più accettabile, così si umilia, si mortifica e si azzera la montagna, i suoi operatori economici e le comunità che ci vivono che con investimenti e sacrifici guardavano al 15 febbraio con un pizzico di ottimismo per non chiudere una stagione completamente a zero. Servono ristori a copertura totale!".

 

Redazione

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