Il Ministero dell'Istruzione e l'Usr Piemonte - Ufficio Scolastico Regionale - hanno risposto a Cirio dopo che il Governatore della Regione Piemonte aveva sollecitato il Ministro dell’Istruzione Bianchi, in merito alla possibilità di frequenza scolastica in presenza per i figli dei lavoratori dei servizi essenziali nelle aree dove, in attuazione dell’ultimo DPCM, è stata prevista la dad al 100%.
Il Dpcm del 2 marzo prevede la possibilità di frequenza in presenza solo per gli studenti disabili e per le attività di laboratorio. Non è contemplata tale possibilità per i figli dei lavoratori di servizi essenziali, richiamati nella Circolare ministeriale del 4 marzo.
Il Ministero ha infatti chiarito che all'interno del DPCM 2 marzo 2021 nelle “zone rosse” sono sospese le attività dei servizi educativi dell'infanzia e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.
Resta salva appunto la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.
Nelle zone diverse da quelle “rosse”, quindi anche arancione e arancione rafforzato, il DPCM dispone margini definiti di ulteriori misure restrittive in base al potere di ordinanza delle Regioni e delle Autorità locali, a partire dalle diverse specifiche situazioni epidemiologiche.
In una nota, il Ministero precisa comunque che la possibilità di frequentare le attività didattiche in presenza, nei casi in cui per l’aggravarsi del quadro epidemiologico locale le Regioni adottino misure di contenimento più restrittive che comportino la sospensione delle lezioni in classe, non è possibile per proprio per quelle categorie di lavoratori che svolgono servizi essenziali.





