Oggi è la Giornata nazionale in onore delle vittime dell'epidemia di Coronavirus.
Era il 18 marzo 2020 quando i mezzi dell'Esercito sfilarono nella notte per le vie di Bergamo, carichi di bare da portare a cremare. Un'immagine e una data simbolo della pandemia, che oggi viene ricordata in tutta Italia.
Pesantissimo il conto pagato dal nostro paese, così come da tutto il mondo, con migliaia di morti. Oggi il premier Mario Draghi sarà a Bergamo per partecipare alle commemorazioni.
In provincia di Cuneo i decessi legati a questo maledetto virus sono ormai - dato aggiornato al bollettino di ieri 17 marzo - 1.167. Undici solo nella giornata di ieri.
Le persone che si sono contagiate sono 39.117; quelle guarite 32.974.
Impossibile raccontare tutte le storie che sono dietro ad una vita spezzata dal Covid-19. Abbiamo scelto di ricordarne quattro. Tra loro, un medico e una operatrice socio sanitaria. Alcune tra le tante persone decedute in questi dodici mesi terribili, che hanno stravolto le nostre vite. Persone morte in ospedale, senza poter ricevere la visita o la consolazione della vicinanza dei propri cari. Tra gli apetti più drammatici della pandemia, questo.
Ricordiamo il dottor Dominique Musafiri, medico di famiglia di Bra di 65 anni, morto all'ospedale San Lazzaro di Alba il 3 aprile del 2020.
Il medico braidese è uno dei tanti camici bianchi deceduti in Italia, in prima linea per combattere la pandemia. Originario del Congo, si era laureato a Padova e aveva a lungo collaborato anche con Amnesty international e altre organizzazioni per i diritti umani.
Era arrivato in Italia nel 2001. Aveva lo studio medico in via Marconi. A Bra, dove era stimatissimo e ben voluto, la sera del 3 aprile, per ricordarlo, erano state accese delle candele alle finestre, accompagnando l'accensione con un minuto di silenzio e un lungo applauso.
Ricordiamo ancora una operatrice socio sanitaria di Cuneo, deceduta il 14 aprile del 2020. Doina Bucataru, 61 anni, originaria della Romania, viveva a Monterosso Grana, dove era stata anche la cotitolare della discoteca La Cucaracha. In servizio presso il reparto di Pneumologia dell'ospedale Carle di Cuneo, aveva contratto il virus probabilmente sul posto di lavoro ed era stata ricoverata il 27 di marzo. Se ne andata in poco più di due settimane.
Stimata oss, era molto amata dai colleghi, che l'avevano ricordata con lo striscione “Ciao Doina” e un lungo applauso dai balconi del nosocomio di frazione Confreria.
Infine, le due sorelle di Dronero, decedute per Covid a distanza di due giorni l'una dall'altra, pochi giorni fa: Paola Tolosano di 71 anni, deceduta lo scorso 10 marzo a Saluzzo, e sua sorella Anna Maria, morta venerdì 12 a Verduno. Aveva 74 anni. Un doppio lutto per il paese, dove le due donne erano molto conosciute e benvolute. Legatissime in vita, vicine nella morte e, adesso, unite per l'eternità.





