Politica - 24 marzo 2021, 08:16

Massimo Parola, vicesindaco di Cervasca: “Gestire un comune in pandemia è complicato. Ma la macchina non si ferma”

Alla prima esperienza come amministratore, Parola realizza un focus sul bilancio comunale, su cui grava l’assenza quasi totale dell’addizionale IRPEF: “Lasciamo circa 400mila euro annui nelle tasche de cervaschesi, una scelta specifica”

Massimo Parola, vicesindaco di Cervasca: “Gestire un comune in pandemia è complicato. Ma la macchina non si ferma”

Non sono pochi gli ostacoli che gli amministratori di Cervasca si trovano a dover affrontare – anche al di fuori del contesto pandemico in atto – nel cercare di dare seguito al bilancio comunale. A descriverle ci ha pensato il vicesindaco Massimo Parola, alla sua prima esperienza come amministratore locale.

Il punto più complicato riguarda l’addizionale IRPEF, che per il nostro comune è bassa o quasi nulla – ha detto Parola - : se ne applicassimo di simili ai territori a noi limitrofi, il Comune incasserebbe all’anno circa 400mila euro, invece dei circa 30mila che derivano dai cittadini con reddito superiore ai 75mila euro. Ma quella di lasciarli nelle tasche dei cervaschesi è una precisa scelta, che cerchiamo ogni anno di consolidare. Senza l’IRPEF, per venire incontro alle esigenze della comunità, si procede inevitabilmente con risorse proprie e con i trasferimenti dello Stato. Anche questi, però, sono in calo: in 10 anni abbiamo perso oltre 200mila euro d’incasso”.

Ma i lavori e i progetti, nonostante tutto, non si fermano a Cervasca – prosegue Parola - , principalmente grazie agli sforzi di noi amministratori, dell’ufficio tecnico e di quello tributi: c’è una ricerca continua di finanziamenti, cofinanziamenti e contributi, che ci permettono di far fronte alle spese necessarie”.

Nel 2020, per esempio, le associazioni del territorio hanno rifiutato i tradizionali contributi comunali per le manifestazioni – ovviamente impossibili da organizzare a causa del Covid - , permettendo al Comune di sostenere economicamente ben 52 imprese in sofferenza.

La mancanza di entrate rende tutto più difficile da gestire – continua Parola - , e in questo periodo di emergenza i fondi ci aiutano parecchio. Quelli alimentari ci hanno permesso di dedicare alle famiglie in difficoltà del nostro territorio i buoni spesa, e le convenzioni con parrocchie, baby-parking e scuole paritarie ci hanno assicurato fondi aggiuntivi rispetto a quelli annuali provenienti da Stato e Regione. Siamo sempre sensibili nei confronti delle situazioni di imprese e famiglie, e appena avremo altri fondi disponibili cercheremo di dare più sollievo a chi si trova in situazione di difficoltà”.

Parola racconta anche il suo sguardo sull’esperienza da amministratore, proprio a fronte di questi tanti ostacoli: “Lo immaginavo, ma non pensavo davvero un Comune fosse una macchina così impegnativa da gestire – ha detto - . Ma è di certo una validissima esperienza utile a comprendere al meglio il funzionamento della prassi amministrativa in generale”.

Visto il periodo, però, si aggiungono ulteriori difficoltà contingenti. Il Covid ha decisamente influito sulla quotidianità dell’amministrazione, e da un anno a questa parte serve il doppio dello sforzo per rispondere alle domande dei cervaschesi: ci sono assessori che ogni giorno si dedicano alle istanze e ai bisogni dei Covid-positivi contattandoli direttamente”.

Come detto, però, la macchina non può fermarsi e le attività del Comune proseguono. “L’unica cosa ferma sono le manifestazioni – conclude Parola - , il cui calendario purtroppo è fermo al 2019. Ci piacerebbe sponsorizzare Cervasca ma non si può realizzare nulla; rimaniamo in contatto con le associazioni per cercare di ripartire il prima possibile, con forza ed entusiasmo”.

redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU