Attualità - 28 marzo 2021, 15:02

I monregalesi di Mondovivo continuano a lottare per salvare le loro terre dal cemento (VIDEO)

Il comitato, nato a luglio 2020, porta avanti la petizione contro la realizzazione del nuovo polo logistico nell'area "ex Cobra"

I monregalesi di Mondovivo continuano a lottare per salvare le loro terre dal cemento (VIDEO)

"Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce" diceva il filosofo Blaise Pascal. Ed è soprattutto una ragione di cuore quella che, dallo scorso luglio, spinge i componenti del comitato monregalese "Mondovivo" a lottare per la tutela dell'area in cui vivono e lavorano. 

Il "mostro" contro cui combattono è una colata di cemento che andrebbe a coprire oltre 400 mila metri quadrati di terreno nelle aree tra Breolungi, Pogliola e Sant'Anna fino al confine con il comune di Rocca de' Baldi. 

Sulle ragioni e i perché il polo logistico nella zona dove sorge la "ex Cobra", di cui si iniziò a parlare nel 2012, potrebbe essere un'opportunità di sviluppo economico per il monregalese se ne è parlato ampiamente, ma quali sono le motivazioni che hanno portato i residenti di queste zone a unirsi in un comitato?

"Noi non siamo contro il progresso" - spiega il presidente di Mondovivo, Paolo Rossi - "Cerchiamo di opporci alla cementificazione di quest'area verde che smetterebbe di esistere se venisse dato il via libera per la costruzione del polo logistico. Vogliamo lottare per il presente e per il futuro dei nostri figli. Sappiamo che la logistica è fondamentale per il progresso economico, ma si possono utilizzare altre aree già compromesse".

Nella sede di Mondovivo, dove tra gli animali e l'erba verdissima, c'è un quadretto con San Magno, protettore dei campi e degli animali, proprio lo scorso febbraio è nato l'asinello "Bugia Nen". E qui il tempo asseconda la natura e si conserva ancora quel senso di condivisione che c'era una volta nei cortili delle cascine, quando ci si sedeva ad ascoltare le storie degli anziani mentre lo sguardo si perde nel paesaggio circostanze. 

In nome di quel progresso che tutti rincorrono questo cesserebbe di esistere. E inevitabilmente il verde cederebbe il passo al colore dei container.

Il tema divide, fa discutere, ma il punto chiave, forse, è che oltre al rispetto dell'ambiente e alla tutela del paesaggio rurale piemontese, in queste zone vivono famiglie che si vedrebbero costrette ad abbandonare le loro case, le proprietà ereditate da generazioni e il lavoro che è indissolubilmente legato a questa terra. 

Il comitato, costituitosi a luglio 2020, ha dato il via a una petizione che ha già raccolto più di 2000 firme ed è stato ricevuto prima dall'amministrazione comunale di Mondovì e poi in Regione. La decisione definitiva dovrebbe arrivare entro fine anno, intanto Mondovivo continuerà a tenere alta l'attenzione sul problema per sensibilizzare tutti i monregalesi sull'importanza di questa battaglia.

 

Arianna Pronestì

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