Le parole emerse dal primo cittadino di Savigliano, Giulio Ambroggio, in merito al sito sul si troverà il nuovo ospedale, a quanto pare, non devono aver accontentato tutti i suoi colleghi sindaci.
Proprio in merito alle dichiarazioni fatte ieri da Ambroggio sul futuro dell’ospedale del quadrante del nord-ovest, non tutti pare siano d’accordo.
A conferma della tesi, c’è una bozza (sembra ad uno stadio già abbastanza “avanzato”) della lettera che, a breve, sarà inviata in Regione, all’attenzione dell’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.
In questo documento, infatti, le opzioni non sarebbero quelle riportate dal primo cittadino saviglianese, ovvero una struttura “prospiciente al Santissima Annunziata o una sulla direttrice Saluzzo-Savigliano”.
Nel documento ricevuto in redazione, infatti, è scritto molto chiaramente come l’intenzione sia quella di proseguire con il Piano direttorio, anche conosciuto come Piano Magni, oppure con la costruzione del nuovo ospedale sulla direttrice Saluzzo-Savigliano, “in prossimità (ma quindi al di fuori: ndr) del centro cittadino di Savigliano”.
“Si propone - è la prima alternativa presentata nella lettera alla firma dei 58 sindaci del savigianese, saluzzese e fossanese - all’Assessorato Regionale alla Sanità di procedere alla definitiva quantificazione del piano direttorio dell’Asl Cn1 ed al suo completamento in ragione della necessità di adeguare le attuali strutture di Fossano, Saluzzo e implementare quella di Savigliano a garanzia della loro piena funzionalità”.
L’alternativa è: “fermi restando gli interventi previsti dal piano direttorio dell’Asl Cn1 sulle strutture di Saluzzo e Fossano, per Savigliano, la progettazione e realizzazione di un nuovo ospedale spoke di 1° livello sulla direttrice Saluzzo Savigliano in prossimità dell’abitato di Savigliano, finalizzata a restituire centralità all’offerta sanitaria del quadrante Nord Ovest ed attrattività per professionalità qualificate che garantiscano una prospettiva di lungo periodo con contestuale piano generale della viabilità e dei trasporti per la riduzione dei tempi di percorrenza”.
Alla base della linea adottata, come più volte spiegato anche dal nostro giornale, ci sono diversi fattori.
In primis, come riportato nel documento, “un territorio disomogeneo in gran parte montano e pedemontano”. Poi, il bacino d’utenza saluzzese, con i suoi 90mila residenti, contro i 40mila del fossanese e i 48mila del saviglianese. Poi ancora, un “sistema di trasporto pubblico è quasi esclusivamente tarato sulle esigenze di mobilità di pendolari e studenti, quindi del tutto inadeguato”.





