Attualità - 31 marzo 2021, 09:51

Un Distretto del commercio per “contrastare l’ordine Amazon”: il Saluzzese ci prova

Il territorio della Città e delle Valli Varaita e Po si candida al bando regionale. Obiettivo: costruire una strategia che possa far crescere la struttura del commercio. Che al momento conta su 900 negozi e 300 esercizi commerciali come bar e ristoranti. Senza contare edicole, farmacie, distributori, punti vendita monopoli di Stato, artigiani, agricoltori, coltivatori diretti

La presentazione della candidatura

La presentazione della candidatura

Due vallate, con la Città di Saluzzo a fare da trait d’union, unite per la promozione della rete commerciale, dalla quale, tutti ne sono convinti passa anche il rilancio di un intero territorio.

Sono queste le fondamenta sulla quale di basa la candidatura di Saluzzo e delle Valli Varaita e Po a Distretto diffuso del commercio.

Ieri pomeriggio, nella sala rossa del Comune di Saluzzo, Silvano Dovetta, presidente dell’Unione Valle Varaita, Mauro Calderoni, sindaco della Città, ed Emidio Meirone, presidente dell’Unione del Monviso, hanno presentato l’iniziativa.

Lo scopo? In primis, certamente, accedere a importanti finanziamenti regionali. “Ma se ciò non dovesse accadere – è stato rimarcato – il territorio partirà comunque, con una serie di attività e iniziative che andranno in questa direzione”.

Dovetta: “Dobbiamo evitare di andare ognuno per conto nostro, ma lavorare insieme”

L’Unione montana Valle Varaita sarà capofila del progetto: “Diamo vita – ha detto Dovetta – a un progetto di territorio. Come tutte le grandi progettazioni, metterlo insieme non è mai facile, ma dobbiamo dire che ci siamo riusciti. È un passo importante, che facciamo tutti insieme, perché quando si tratta di lavorare insieme, il territorio rimane l’aspetto più importante.

Dobbiamo evitare di andare ognuno per conto nostro, ma lavorare insieme. Una sinergia che abbiamo già sperimentato su molti progetti, come i Piter e il Terres Monviso, che sono di esempio. L’intento era candidare a Distretto tutta l’area del Piter, ma qualcuno è partito prima e non ha potuto più farne parte. Siamo comunque riusciti a metterci insieme: i tempi erano ristretti, ma si sta andando avanti bene e ci auguriamo che il progetto possa essere finanziato dalla Regione.

Grazie a tutti i soggetti coinvolti, e alle Associazioni che si sono aggregate: questo ci fa ben sperare che possa andare in porto”.

43 soggetti coinvolti

Come spiegato da Francesca Neberti, assessore alle Attività produttive della Città di Saluzzo, sono c’è grande soddisfazione per il coinvolgimento, nel progetto, di 43 soggetti, tra Enti pubblici, privati, Associazioni di categoria, Enti culturali e socio-assistenziali, e Associazioni del territorio.

Il progetto, e il percorso per la presentazione al bando regionale, verrà seguito dallo Studio Chintana di Torino. Il professor Aldo Viapiana, già docente di materie economiche presso la Scuola di Economia e Management dell’Università di Torino, invece, ne sarà il curatore.

I numeri del professor Viapiana

E proprio Valpiana ha snocciolato alcuni dati, per far capire la portata della candidatura.

Il territorio candidato a Distretto diffuso del commercio conta su un potenziale bacino di 45mila persone residenti. A queste però vanno ad aggiungersi 4500 turisti (il totale dei posti letto delle strutture ricettive) e, all’incirca, un 10mila persone che giungono sul territorio in seconde case. Totale: 60mila persone che hanno una ricaduta diretta sul tessuto commerciale locale.

Con numeri così, come ha spiegato Viapiana, “il progetto diventa molto interessante, per alcuni aspetti abbastanza ambizioso”.

Riuscire a costruire una strategia territoriale, in una situazione attuale che tutti viviamo, e in una situazione di progressiva difficoltà per il commercio, è sicuramente interessante, oltre che esser doveroso: dobbiamo, bisogna lavorare in questa direzione. È una bella sfida”.

Il progetto, è stato ricordato, è molto chiaro: è finalizzato soprattutto alle piccole entità del commercio, non quindi ai grandi operatori. Tradotto: ai negozi di prossimità, al commercio minuto.

È altrettanto chiaro – ha ancora detto Viapiana – che con la candidatura di Saluzzo e delle Terre del Monviso a Capitale italiana della cultura 2024 i numeri saranno ben altri”.

Per soddisfare a questa domanda, Saluzzo e le due Vallate contano su 900 negozi e 300 esercizi commerciali come bar e ristoranti. Senza contare edicole, farmacie, distributori, punti vendita monopoli di Stato, artigiani, agricoltori, coltivatori diretti. “Dobbiamo riuscire a fare in modo che si costruisca una strategia che possa far crescere la struttura del commercio”.

Cosa fare, nel concreto?

Ma come si può fare, nel concreto?

Si parte dalla condivisione di una serie di obiettivi, per poi passare ad una serie di azioni pratiche. “Oggi presentiamo la candidatura alla Regione – ha ancora detto Viapiana – che poi ci dirà se il progetto di massima rientra o meno nel finanziamento per la costituzione del Distretto. Non siamo ancora agli interventi veri e propri”.

La costituzione del Distretto, dunque, partirà da un piano strategico sul commercio, condiviso con tutti soggetti. Ci sono già alcune linee strategiche, che verranno condivise per essere migliorate o per accogliere contributi operativi.

All’incirca per fine ottobre “ci sarà il piano strategico per lo sviluppo commerciale dell’area del Distretto. Sarà un risultato di partecipazione e di pianificazione”.

Alcune linee strategiche sono già state rese note: “chiederemo ai soggetti che aderiscono – ha detto Viapiana – di misurarsi e confrontarsi su queste”.

In primis, si pensa di “utilizzare il Distretto del commercio per la rivitalizzazione anche del territorio. Il commercio che funziona, con negozi aperti, significa riqualificare, rilanciare un territorio. Ci sono in ballo azioni con finalità specifiche di rigenerazione urbana, messa a punto per aree, vie, piazze, con interventi di maggiore attrattività per i centri commerciali naturali”.

“Il negozio diventi un posto dove si possono avere altri servizi”

Ma bisognerà anche riuscire a costruire, basandosi proprio sul commercio, una serie di servizi per i cittadini. “Ci sono aree drammatiche, senza esercizi commerciali – ha spiegato Viapiana – e più saliamo nelle Valli, più c’è rarefazione commerciale”.

In un contesto simile, “quello che una volta era ed è tuttora il negozio punto di riferimento per la popolazione, diventi un posto dove si possono avere altri servizi”.

L’ultimo esempio, in ordine di tempo, pur se dettato dall’emergenza pandemica, arriva dalle farmacie, “dove stiamo vivendo un allargamento di servizi, che vanno oltre alla sola vendita di medicinali, comprendendo anche servizi sanitari: i vaccini si faranno in farmacia”.

L’obiettivo è quindi far diventare i negozi posti dove il cittadino riceve servizi: dal recapito o alla spedizione, al ritiro merci, oppure ancora al servizio a domicilio messo in risalto dalla pandemia.

I servizi forniti dai negozi, tra di loro, potrebbero creare circuiti che contrasterebbero l’ordine Amazon. – l’aspirazione di Viapiana – Sia chiaro: non riusciremo a fermare l’ordine Amazon. Sarebbe come fermare l’acqua con le mani, ma possiamo far si che il commercio risponda con intelligenza e qualità alla modifica dei comportamenti del consumatore”.

I numeri parlano chiaro: il primo lockdown ha portato 2milioni di italiani ad acquistare online anche generi alimentari. Di questi, il 40% ha continuato anche dopo l’allentamento delle misure restrittive: “una fetta di consumatori si è spostata, cambiando le modalità d’acquisto. Non si deve nascondere la testa sotto la sabbia, ma dare servizi in più. E dare più qualità, anche nell’offerta”.

Il ruolo della Fondazione Amleto Bertoni

Nel progetto avrà un ruolo di primordine anche la Fondazione Amleto Bertoni, ente strumentale del Comune di Saluzzo. Si occuperà di animazione e pianificazione sul territorio.

Lo ha rimarcato Alberto Dellacroce, coordinatore della Fondazione: “Proseguiamo di fatto un lavoro incominciato alcuni anni fa, con il festival Occit’Amo, con Terres Monviso e con i Piter, occasioni per la Fondazione di mostrarsi non solo come ente strumentale della Città, ma come Ente che sa essere al servizio del territorio e sa costruire reti.

Viene da pensare che la strada dell’animazione territoriale, intreapresa con il Occit’Amo, è estremamente importante. Dopo due anni di animazione territoriale, ritengo sia stato uno dei punti cardine. Un importante modalità di lavoro e di mantenimento di relazioni con chi lavora. Proseguiremo con ancora più attenzione al commercio, dopo la promozione di cultura e turismo, con manifestazioni e eventi che seguiamo da anni”.

Calderoni: “Rafforziamo una collaborazione che ha una grande tradizione”

Confermo la grande opportunità di rafforzare una collaborazione che ha una grande tradizione – ha detto il sindaco Calderoni –. Dal punto di vista commerciale, non scopriamo oggi che la zona pedemontana di Saluzzo e delle Valli, in particolare Po e Varaita, hanno un sistema socio economico integrato, che risale a centinaia di anni fa.

Con questo progetto confermiamo una tradizione nata una ventina di anni fa, per costruire insieme progetti integrati che hanno sempre avuto ottimo esito, sia a livello nazionale che europeo. Una partnership consolidata, forte, che avrà buona fortuna anche in questa occasione. Ci sono tutte le premesse per fare un buon lavoro: speriamo che la Regione ci premi”.

Meirone: “Non è il momento di rimanere soli”

Un’iniziativa sicuramente lodevole – ha fatto eco il presidente Meirone –. Le nostre due valli, storicamente, per il commercio hanno fatto punto forza sul valico di Gilba. Oggi, può sembrare lapalissiano, chi non c’è, manca. Ci potrebbe essere qualcuno in più.

Questo progetto verrà sicuramente finanziato, non può non essere così. La Regione ponga l’accento su questo. Si lavora insieme: tanto è stato fatto, andiamo avanti su questa falsariga. Non è il momento di rimanere soli. C’è molta partecipazione, il che non può che farci coraggio. Il commercio è un punto di partenza, ma anche di arrivo”.

 

Nicolò Bertola

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