"Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto notizie in merito ad un aumento dei passeggeri sulle tratte regionali in seguito alla ripresa delle attività lavorative e scolastiche in presenza".
A sostenerlo, Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile, Associazione Pendolari e Trasporti Biellesi, Gruppo Pendolari Cuneo-Torino, Associazione Ferrovie Piemontesi, Forum Salviamo il Paesaggio, Comitato Treno Alpi Liguri, Comitato Strade Ferrate Nizza Monferrato, Associazione Merum
Le Associazioni, se da un lato registrano aumento dell'utenza, dall'altro, "in antitesi, registriamo che il servizio viene mantenuto all’80%, in certi casi anche al 60%, di quello pre-Covid, con conseguenti situazioni di affollamento".
"Siamo a conoscenza - aggiungono - del contenzioso tra la Regione Piemonte e Trenitalia, ma evidenziamo che questa situazione non sia più sostenibile e riteniamo che una risoluzione vada trovata per risolvere questo annoso contesto che si protrae ormai da troppo tempo e per restituire un servizio fondamentale ai cittadini, che sono gli unici che nesubiscono le conseguenze".
Le realtà che da sempre si battono per il miglioramento del servizio ferroviario si chiedono "come sia possibile che la nostra Regione sia ormai l’unica su tutto il territorio nazionale a patire questa condizione.
Pur capendo le difficoltà esistenti, a questo punto ci pare evidente che non vi sia la volontà di trovare una soluzione in un contesto di manifesta contrarietà ideologica al trasporto ferroviario".
"Non è più accettabile ascoltare il solito piagnisteo in merito a fondi che non ci sono quando è ormai noto da tempo che nei vari piani nazionali di sostegno alle amministrazioni regionali si sono stanziate risorse".
Un esempio? "Le ultime, di pochi giorni, fa pari a 450.000.000 di euro aggiuntivi a quelli già previsti, dedicate all’implementazione del servizio, per evitare gli assembramenti e per il ristoro dei mancati introiti".
In Piemonte, però l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi, in merito ai fondi del Recovery Plan ha dichiarato: "Se avessimo saputo prima che c'era spazio solo per le ferrovie, avremmo orientato diversamente il nostro lavoro di consultazione dei territori".
Parole che le Associazioni apprendono con stupore: "Assessore, non vogliamo neanche pensare che lei non abbia letto le linee guida dell’Europa che dettano i temi da inserire nei piani nazionali di ripresa e resilienza, in quanto era noto fin dalle prime indiscrezioni che l’orientamento andava verso la transizione ecologica, privilegiando il trasporto pubblico, ed i progetti ad esso collegati, rispetto a quello privato".
Alla luce di tutto ciò, la richiesta è chiara: "Chiediamo un radicale cambiamento nella gestione dei trasporti che fino ad ora si è rivelata insufficiente e permeata da una vena demagogica difficile da comprendere.
Non si sprechino più energie e fondi per progetti inutili ma si concentrino le iniziative al miglioramento del servizio attuale, riportandolo a livello pre-Covid, e per progettare il futuro che deve essere necessariamente diverso dal passato, più sostenibile per la salute e lo stile di vita delle persone oltrechérispettoso dell’ambiente.
Come sempre, attendendo di essere ascoltati, ribadiamo la nostra disponibilità al confronto e alla collaborazione con progetti non visionari ma concreti, a beneficio di tutti".





