“Mi prendo il merito dell'invenzione del Crodino, ma è stato un lavoro di squadra nello stabilimento 'Ginocchi'' quando creammo l'aperitivo che continua a far conoscere Crodo nel mondo". Sono parole di Maurizio Gozzelino, inventore dell’analcolico biondo “che fa impazzire il mondo" al quale Crodo ha conferito, sabato scorso (10 luglio) la cittadinanza onoraria.
L’aromatiere da Oscar ha ricevuto la pergamena dal sindaco Ermanno Savoia nel nella sede del centro studi Pietro Ginocchi come “riconoscimento alla sua abile intuizione di enologo, per aver creato la raffinata e delicata ricetta del “Crodino”,
Era il luglio del 1965 quando le prime 60 mila bottigliette invasero l’Italia.
Gozzelino, mago delle essenze, enologo, classe 1935, residente a Torino è originario di Saluzzo, città che ama molto. Ha vissuto l’ infanzia in piazzetta San Nicola, nell’ allora osteria dei Tre Scalin, dove i genitori originari dell’Astigiano facevano i commercianti di vino. Dopo gli anni di collegio a Lombriasco, si diplomò all’istituto enologico di Alba.
A Crodo arrivò con la moglie Marisa e un figlio di pochi mesi, nel marzo del 1963, quale dipendente della Terme di Crodo SpA, chiamato dall’allora proprietario Piero Ginocchi industriale determinato e lungimirante che trasformò lo stabilimento termale in un’azienda in grado di compere con Campari e San Pellegrino.
Gozzelino era responsabile del Reparto Sciroppi con l’incarico di riformulare le bibite prodotte e creare nuove bevande ed aperitivi.
A Crodo, cercava un prodotto “speciale”, serviva qualcosa di “biondo”, sullo stile dell’Aperol che allora era di moda ma, in forma analcolica.
Un “amaro aromatico” che piacesse a tutti.
Proveniva da una esperienza che per lui è stata determinante: gli anni alla Domenico Ulrich di Torino, storica aromateria, famosa per gli estratti e le essenze “qui ho imparato il mestiere". Fu assunto inizialmente come tecnico nel 1958, appena concluso il servizio militare negli Alpini della Brigata Julia.
Un mestiere particolare per il quale sicuramente ci vogliano “un gusto e olfatto molto più sensibili degli altri, ma anche un pizzico di fortuna. Bisogna essere curiosi e coraggiosi per fare gusti nuovi. Osare e non dare niente per scontato".
Nella ricetta mai modificata, ci sono circa 25 ingredienti: gusti amaricanti come genziana, assenzio romano, chiretta, pimpinella, agrumati e la componente speziata data dal cardomono, fiori garofano , cannella. C’è una parte floreale, coriandolo, sambuco, la salvia sclarea con l’aroma che sa di moscato, poi altre piccole sfumature per amalgamare il gusto come la vaniglia in bacca o l’aroma del balsamo del tolù.
Anche il nome arrivò da un cuneese: l’idea brillante fu di Policarpo Cane di Sommariva Perno ( classe1927) che durante una riunione, dopo che furono scartati i nomi di Biondo,Biondino e Picador, propose Crodino, in omaggio a Crodo. “Se Cinzano ha suo Cinzanino, Crodo avrà il suo Crodino”. Dunque un prodotto cuneese al 100%, sottolinea l'ienologo.
L’aperitivo era una ventata di novità, fu subito bene accolto, ricorda l’inventore, ma per il successo fu determinante la pubblicità su Carosello e un’ icona bionda internazionale come Brigitte Bardot che tra 1972 e il 1973 girò diversi episodi sul prodotto.
A Maurizio Gozzelino durante la cerimonia anche un dono della Campari che è ancora proprietaria del marchio Crodino, anche se ora non è più prodotto nella località antigoriana dove è nato, bensì a Novi Ligure.








