Attualità - 25 ottobre 2021, 22:34

La Valle Stura e Demonte a Report, tra inquinamento, Fonti di Vinadio e una variante ferma al palo tra decenni

Il servizio è andato in onda stasera. Le voci degli abitanti del paese, degli amministratori e di chi, da anni, si batte per il diritto alla salute. Qui l'inquinamento, dovuto al passaggio di 1000 tir al giorno, è pari a quello di Torino. La variante, soluzione attesa da decenni, è finanziata ma bloccata dal Ministero dei Beni culturali

La Valle Stura e Demonte a Report, tra inquinamento, Fonti di Vinadio e una variante ferma al palo tra decenni

Demonte, il ponte dell'Olla, la Valle Stura.

Una statale, la 21, quella del Colle della Maddalena, che porta gratuitamente in Francia.Se ne è parlato questa sera su Report, la trasmissione di Rai 3 condotta da Sigfrido Ranucci.

Il servizio, dal titolo "L'acqua cheta rovina i ponti", è stato girato lo scorso mese di agosto. E' di Chiara De Luca.

La giornalista ha parlato con Marco Gabusi, assessore regionale ai Trasporti, Ezio Barp, uno dei cittadini più attivi, presidente albo provinciale Tecnici della prevenzione, Angelo Gemelli, responsabile Anas Piemonte, Angelo Giverso, dopo anni ora ex sindaco di Vinadio, Loris Emanuel, presidente dell'Unione Montana, Ivo Pavan, chimico e igienista industriale, Ivo Riccardi di Arpa Piemonte, Claudio Vallauri, tecnico comunale a Gaiola, Paolo Bottero, sindaco di Gaiola, Gianluca Padovan, presidente associazione Speleologia Milano. 

Ha dato voce anche ai camionisti e a tanti abitanti della zona.

La De Luca ha raccontato della disperazione dei cittadini della valle e in particolare di quelli di Demonte. Il loro paese, dal grande pregio storico e architettonico, è attraversato da circa 1000 tir ogni giorno. Qui, il livello di inquinamento e la presenza di polveri dovute agli scarichi dei mezzi in transito sono pari a quelli di Torino. Sostanze cancerogene. 

Ma qui parliamo di una vallata, di un paese di montagna, non di un centro urbano.A Demonte il passaggio dei tir è continuo e ci sono anche problemi di stabilità delle case. Case che ormai non valgono più nulla e che, anche a volersene andare da lì, sono invendibili.

La metà dei tir va a caricare allo stabilimento Fonti di Vinadio, uno dei più grandi stabilimenti di imbottigliamento d'acqua al mondo. L'azienda, che ha ringraziato Report per aver sollevato il problema, paga i canoni di concessioni minerarie pari 2 milioni di euro all'anno, a fronte di circa 250 milioni di ricavi.

Meno dell'1% per quello che dovrebbe essere un bene pubblico. L'azienda si difende, evidenziando, appunto, che non tutti i tir sono diretti allo stabilimento. E aggiungendo che le autorità locali non prendono decisioni e continuano a litigare tra loro. 

Un servizio a tutto tondo, che tocca i punti che da anni i quotidiani locali trattano. Il ponte dell'Olla, a Gaiola, con le tante perplessità sulla sua sicurezza e sulla sua stabilità. Con gli interventi fin qui eseguiti da Anas, che non rassicurano il sindaco.

Infine la variante, attesa da decenni e bloccata perché il suo passaggio prevede la perforazione della collina del Podio, dove ci sono i resti sotterranei del Forte della Consolata. Ma sono davvero ruderi? Perché i lavori sono stati bloccati dal Ministero dei Beni Culturali, nonostante siano già stati stanziati i 50milioni per l'opera?

Perché non sarebbero ruderi, come evidenzia Gianluca Padovan, presidente associazione Speleologia Milano.

Da un lato un bene architettonico da tutelare, dall'altro gli interessi di un'azienda storica e vitale per l'economia della zona e, in mezzo, la salute e la sicurezza dei cittadini.

Ma come uscirne? E di chi è la responsabilità, visto che la situazione perdura da decenni? Il suggerimento arriva dal conduttore, che cita il caso di un piccolo paese della Polonia, anch'esso ostaggio del passaggio di centinaia di tir.

Il paese ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha condannato gli enti statali perché non hanno garantito il rispetto di un diritto: il diritto alla casa. La violazione, secondo la Corte, non avviene, infatti, solo quando entra qualcuno, ma anche quando entrano rumori ed emissioni nocive.

Una sentenza che potrebbe creare un precedente, sul quale Demonte e l'intera valle potrebbero fare leva. 

Barbara Simonelli

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