Anioc, o meglio l’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche, composta da cittadini che hanno testimoniato il senso di appartenenza all’Italia, attraverso l’impegno profuso nel lavoro e nella vita quotidiana per la costruzione di una società migliore. Una brevissima introduzione che meriterebbe ben altra trattazione storica, riassunta nel motto “La Cavalleria è simbolo di amicizia universale”.
Con questo spirito, domenica 7 novembre è stata inaugurata la nuova recinzione del monumento dedicato ai Cavalieri della Repubblica, che è possibile ammirare a Bra, in piazza XX Settembre, in prossimità della chiesa dei Fratini.
A volerla sono stati il Delegato Anioc di Bra, Cavaliere Stefano Milanesio, il direttivo Anioc ed i soci, a ribadire il forte significato dell’opera che si affianca all’applicazione dei più alti valori che gli insigniti di onorificenze cavalleresche sono chiamati ogni giorno a testimoniare.
Tante le autorità presenti tra le quali ricordiamo: Fabio Bailo, presidente del Consiglio comunale; l’assessore Daniele Demaria; il Capitano Massimo Caputo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Bra; Cavaliere del lavoro Claudio Testa, vicepresidente della sezione ‘Luigi Testa’ di Bra della Fidca (Federazione Italiana dei Combattenti Alleati); rappresentanti delle Associazioni cittadine di Alpini, Bersaglieri, Carabinieri in congedo e Battuti Bianchi. Per tutti una mattinata densa di emozioni, segnata dal clima di grande cordialità, che ha toccato diversi momenti: alzabandiera, saluti, discorsi, buffet.
A fare gli onori di casa è stato il Delegato Anioc di Bra, Cavaliere Stefano Milanesio, che ha ringraziato gli ospiti e reso onore alla cerimonia dell’Anioc, citando i nomi di chi, in ambito direttivo, si spende per dare impulso alle varie iniziative del sodalizio. È il caso del Commendatore Luigi Purcaro (vicepresidente) assente per motivi famigliari; Cavaliere Ufficiale Giacomo Berrino (segretario); Commendatore Giacomo Pirra (revisore dei conti); Cavaliere Fabio Bailo (addetto stampa); Cavaliere Ufficiale Giovanni Barbero (alfiere).
Quindi, dopo il minuto di silenzio osservato in memoria dei soci defunti, la parola è passata al Cavaliere Fabio Bailo, che ha vestito i panni istituzionali per tracciare un quadro dell’Anioc: “Con il monumento dedicato agli Insigniti di Onorificenze Cavalleresche si vuole ricordare la presenza sul nostro territorio dell’Associazione che li rappresenta. L’Italia repubblicana, giustamente, non riconosce i titoli nobiliari, perché non c’è nessuna nobiltà nell’avere semplicemente in eredità un titolo dal proprio padre. Ha deciso, invece, di riconoscere la nobiltà dell’operare, della concretezza, dell’intelligenza, della generosità ed è quella che viene creata dal Presidente della Repubblica quando procede annualmente con la designazione dei nuovi Cavalieri oppure decide per l’ulteriore prosecuzione nella carriera di coloro che sono stati insigniti. Questa è una nobiltà concreta, una nobiltà d’animo, ma anche una nobiltà fattiva, frutto dell’intelligenza e della generosità di tanta parte della società italiana che il Capo dello Stato decide di indicare e di promuovere con le sue nomine. Coloro che vengono nominati, entrano a far parte di questa Associazione che ha il compito di operare quotidianamente e concretamente come fa l’Anioc, anche attraverso una serie di iniziative a favore della comunità in cui si è inseriti”.
Ultimo, ma non ultimo, il Delegato provinciale dell’Anioc, il Commendatore Clemente Malvino ha lodato l’impegno della sezione braidese di insigniti: “È una delle più attive sul territorio provinciale e non solo, vista anche la notevole affluenza a questa cerimonia. Il Delegato di Bra, Stefano Milanesio è un delegato fattivo e non solo di nome, infatti a lui si devono molte manifestazioni e gode di ampia collaborazione, tra cui quella della nostra iscritta, Commendatore Bruna Sibille che è stata molto attiva e ha voluto la nascita di questa associazione a Bra. Purtroppo abbiamo dovuto rimandare la festa provinciale che era prevista in questa città per problemi di sicurezza sanitaria, ma spero che si possa finalmente fare in primavera, tra maggio e giugno per tenere alto l’onore dei Cavalieri”.
Alla fine non è mancata la foto di rito con tutti gli intervenuti attorno al labaro e al nuovo manufatto che incornicia il monumento. Dovete sapere che la recinzione è stata donata e costruita dal Cavaliere Stefano Milanesio, abile artigiano del ferro, da sempre impeccabile testimone dei valori dell’Anioc, che l’ha posata insieme al Cavaliere Ufficiale Giovanni Barbero. Le targhe sono state invece donate dal Museo della Bicicletta di Bra del Cavaliere Ufficiale Luciano Cravero, in committenza con l’associazione, affinché il monumento acquistasse maggiore visibilità per la cittadinanza e per i turisti che fanno regolarmente tappa sulla Rocca.
Ma riavvolgiamo il nastro e facciamo un salto nel passato. Era il 20 maggio 2018 quando venne scoperto e benedetto il monumento dedicato ai Cavalieri della Repubblica (se non l’avete mai visto, andate a farci un salto!). Un’opera voluta con tenacia dalla bella famiglia dell’Anioc, affinché anche la città della Zizzola avesse un simbolo tangibile, che rimandasse ai posteri i principi e gli ideali cui i Cavalieri s’ispirano.
Il grande totem in pietra, chiamato ad esaltare positivi esempi di vita, è stato donato dal compianto Cavaliere Vittorio Taricco, che il Delegato braidese, Cavaliere Stefano Milanesio ricorda così: “Un uomo umile, onesto, un grande altruista. Lui e suo figlio, geometra Fabrizio, hanno dato lustro alla nostra Associazione che agisce sul territorio secondo nobiltà di animo e di gesti concreti”.
Ecco cosa disse tre anni orsono il Segretario Nazionale Anioc, conte Maurizio Monzani, a proposito dello spirito che anima gli insigniti, proprio il giorno dell’inaugurazione del monumento: “Il Cavalierato è sempre un punto di partenza, mai di arrivo, noi ci poniamo continui traguardi, alzando l’asticella. Quando mi chiedono qual è il congresso che mi è piaciuto di più, rispondo che è sempre il prossimo. Gli insigniti di ordini cavallereschi devono essere un esempio di virtù civica per tutti i cittadini, come recita anche il nostro statuto. Non è che tutti i cittadini benemeriti sono insigniti, però tutti gli insigniti sono benemeriti. Non si è Cavalieri per se stessi, ma per gli altri”. Frasi scolpite e riassunte al centro della stele braidese in cui si legge: “La cavalleria è simbolo di amicizia universale”.
L’ordine dei Cavalieri della Repubblica, istituito dalla Legge n. 178/1951, è nato in qualità di riconoscimento atto a ricompensare le benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.
L’Anioc è una presenza costante e fattiva sul territorio, entrando in gioco nell’organizzazione di eventi tanto a carattere culturale quanto a carattere sociale in favore delle categorie più svantaggiate. Ciò, tenendo sempre bene a mente il motto: “Parati sumus iterare”, ovvero “Siamo pronti a ripetere”.
L’Associazione, cui può aderire solo ed esclusivamente chi sia stato insignito di almeno una delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica, ha come finalità quella di favorire l’incontro e la conoscenza tra persone accomunate dagli stessi valori e desiderose di metterli a disposizione della collettività.
Da qui l’invito del Cavaliere Stefano Milanesio agli insigniti di nuova e vecchia nomina: “Iscrivetevi all’Anioc per fare in modo che questo sodalizio diventi sempre più grande e generoso verso i più deboli. Il nostro rango ci impone di essere altruisti e sporgere la mano a chi ha bisogno. Cavalieri si nasce e si diventa!”.




