Massimiliano Caramazza è molto conosciuto a Cuneo. 49 anni, affetto da SMA (amiotrofia spinale di tipo 3) dalla nascita, è molto attivo sui social.
Da sempre dà voce al mondo dei disabili, dei più fragili. Le sue sono battaglie di civilità, come quella sul "lovegiver", l'assistente sessuale per i disabili, che hanno bisogno e diritto alla sessualità come chiunque altro.
Se il Covid ha cambiato la vita di tutti, la sua è stata ovviamente stravolta, essendo una persona fragilissima. Costretto a rinunciare alla vita sociale, proprio per difendersi dal virus, che con tutta probabilità non gli avrebbe dato scampo.
La sua vita si è divisa, negli ultimi due anni, tra un lavoro nell'ambito della comunicazione, attraverso i social, e le cure e i ricoveri ospedalieri. Per lui, come per molte altre persone, il vaccino è stato la salvezza. E la sua battaglia pro-vaccini è quasi quotidiana.
L'ultimo suo post, titolato La malattia in vetrina, perché Max non si è mai vergognato o tirato indietro quando è stato il caso di fare della sua condizione un esempio per tutti, è ancora una volta in questa direzione. A favore del vaccino e contro chi ha scelto di non farlo.
Lo pubblichiamo integralmente:
A tutti quelli che "non vogliono fare il vaccino contro il #COVID19" (non quelli che non possono), oggi ero nuovamente a Le Molinette, #torino, per una visita molto importante.
Da 3 anni, sto partecipando ad una cura sperimentale, indovinate un po'?... A base di #mRNA messaggero, identica tecnologia dei vaccini #PfizerBioNTech e #moderna.
Mi hanno fatto (non solo a me ma a centinaia di persone in tutto il mondo) iniezioni, molto dolorose, nella spina dorsale, mi hanno modificato il #dna ed ora ci sono bambini, che grazie a me e ad altri, entro i due anni, invece di morire, guariscono.
Il vaccino contro il #coronavirus, è stato sviluppato rapidamente anche grazie ai miei dati ed a quelli di chi, come me, non si è tirato indietro. Non mi avevano detto "guarirai" ma, "puoi migliorare, forse, ma potrai aiutare altri"!
E mi dovrei sorbire lezioni di "stile" e "libertà" da quegli scienziati mancati che vanno in piazza perché "sanno la verità", loro!





