Attualità - 17 novembre 2021, 07:21

Cuneo, l'appello dei comitati di quartiere: "Dopo l'ospedale unico non si abbandoni la struttura del Santa Croce"

Nella serata di ieri (martedì 16 novembre) l'incontro con i membri della commissione temporanea speciale sulla sanità. Borgna: "Arriviamo pronti all'inizio dei lavori, possiamo farcela tutti insieme"

L'ospedale Santa Croce di Cuneo

L'ospedale Santa Croce di Cuneo

La richiesta sostanzialmente unanime dei comitati di quartiere della città di Cuneo è una sola: la destinazione della struttura dell’ospedale Santa Croce a posteriori della costruzione dell’ospedale unico nell’area dell’attuale Carle dovrà essere caratterizzata dall’uso pubblico.

Diversi rappresentanti dei comitati di quartieri si sono incontrati virtualmente con i consiglieri della commissione temporanea speciale nella serata di ieri (martedì 16 novembre). Un dibattito che ha raccolto non solo diversi protagonisti con diritto di parola, ma anche molti spettatori per quanto ha riguardato la diretta Youtube: oltre ai comitati, presenti anche l’assessore Luca Serale e i rappresentanti dell’ASO Santa Croce e Carle e dell’ASL Cn1.

La prossima riunione della commissione temporanea speciale vedrà protagoniste le associazioni di categoria.

Le posizioni dei comitati di quartiere
Ad aprire la discussione è stato Andrea Odello, presidente della consulta dei quartieri e del comitato di quartiere Cuneo nuova, particolarmente toccato dalla tematica: “Il nostro pensiero in merito allo spostamento dell’ospedale fuori città è sempre stato contrario – ha detto, pur ringraziando l’amministrazione dell’opportunità di confrontarsi sul destino del Santa Croce - : temiamo che quella parte di quartiere finisca inevitabilmente per andare a morire, che negli anni di cantiere si andrebbero a perdere investimenti e quindi capitale umano e scientifico d’eccellenza e che finiscano per non esserci i necessari collegamenti con la città presenti invece al Santa Croce. Credo sarà difficile, anche dal punto di vista economico, rimpiazzare la presenza dell’ospedale”.

Anche la visione del comitato Cuneo centro storico, rappresentato da Noemi Ciacci, non è affatto positiva: “Mi sembra di capire però sia ormai una soluzione presa. Per evitare ripercussioni sulla città e sul quartiere, per quanto sia difficile valutare la destinazione di un’area così ampia e importante come quella dell’attuale ospedale, serve che la destinazione individuata sia pubblica”.

Ma alla commissione hanno preso parte anche comitati di quartiere non immediatamente coinvolti dallo spostamento dell’ospedale in periferia. Come Aurelio Cosio, del comitato Cuneo centro: “Siamo fuori dal perimetro della struttura ospedaliera quindi non spetta a noi dare un giudizio sulla scelta dell’ubicazione del nuovo ospedale unico – ha detto, sottolineando come ci siano ragioni valide in entrambi i lati della barricata - . L’abbandono delle strutture pubbliche si porta dietro conseguenze notevoli e la nostra area ne è la prova: è giusto che chi ha voluto spostare l’ospedale fuori Cuneo pensi ora a come riutilizzare il Santa Croce”.

Noi siamo extra-altipiano, nella zona dell’Oltrestura, e crediamo sia necessario che la struttura del Santa Croce mantenga una fruibilità di carattere pubblico – ha sottolineato Alberto Parola del comitato di quartiere Madonna dell’Olmo -  : serve mantenere movimento nell’area, perché non creare spazi ambulatoriali specifici, ipotizzare un servizio socio-sanitario collaterale, che mantenga viva la zona? Serve però un miglior collegamento dell’area del Carle con il resto della provincia perché il traffico rischia di concentrarsi unicamente su via Torino”.

L’opinione dei consiglieri e della giunta
Il dibattito ha visto gli interventi di molti consiglieri, generalmente più che soddisfatti – come Silvia Maria Cina – del momento di confronto con i comitati di quartiere. In generale – e soprattutto da Gianfranco Demichelis - è stata appoggiata l’idea di destinare la struttura a uso pubblico e al mondo della sanità territoriale, opzione anche confermata nelle intenzioni dal direttore amministrativo dell’ASO Gianfranco Cassissa.

Apprezzo i ragionamenti esposti dai comitati e comprendo le preoccupazioni in merito all’area coinvolta: noi consiglieri abbiamo vissuto lo tsunami pandemico in maniera partecipata e nonostante le difficoltà abbiamo seguito l’iter della commissione temporanea speciale, che ha evidenziato con forza la disorganizzazione e l’inadeguatezza delle strutture esistenti. La decisione sul nuovo ospedale unico era improcrastinabile” ha chiarito Maria Laura Risso nel suo intervento.

I ragionamenti che ci hanno guidati rispetto alla scelta dell’ubicazione del nuovo ospedale unico sono stati consolidati da studi e dati ben precisi, tra cui l’obsolescenza della struttura attuale e la difficoltà di realizzazione delle eventuali ristrutturazioni – ha aggiunto Tiziana Revelli - . L’attuale struttura potrebbe essere destinata alla medicina territoriale in un sistema integrato con un disegno coerente, e magari una parte utilizzata per scopi di studio e universitari. Non bisogna aver paura di cambiare, specie perché il futuro è già molto vicino”.

E proprio questa tendenza a “gettare il cuore oltre l’ostacolo” è stata condivisa anche dall’assessore Serale e dal sindaco Federico Borgna. “Stasera comincia un dibattito di visione sulla città che non ci deve assolutamente impaurire – ha stabilito il primo - . Il nostro spirito deve essere quello di approcciare sin da subito la materia come fosse una maratona, da correre però con la velocità dei cento metri; le tempistiche a nostra disposizione guardano dall’oggi ai prossimi dieci anni, che non è un tempo così ampio come può sembrare”.

Molti interventi utili e costruttivi questa sera, ottimi per iniziare a tracciare il percorso della riqualificazione dell’area del Santa Croce, il maggior progetto di rigenerazione urbana della storia della nostra città – ha concluso Borgna - . Il punto centrale è proprio l’urgenza: dobbiamo organizzarci in modo che i lavori di rigenerazione possano partire subito dopo la fine di quelli di costruzione del nuovo ospedale. I ragionamenti non sono quindi poi molto prematuri, anche perché come sappiamo l’INAIL ha inserito in Gazzetta Ufficiale i suoi 320 milioni di euro di finanziamento per il progetto e la Regione sta lavorando bene, ha stabilito un cronoprogramma e ha preso degli impegni. Ci aspettiamo, in questo senso, novità importanti con l’inizio dell’anno nuovo”.

Simone Giraudi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU