Attualità - 13 dicembre 2021, 14:37

Export, l'agroalimentare traina la Granda nei primi nove mesi del 2021: in crescita del 20,2% rispetto all'anno scorso

Le vendite toccano i 6.667 milioni di euro. Mauro Gola: "Enorme il bisogno di collegamenti fisici e digitali, per attrarre investimenti"

Foto generica

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Complessivamente nel III trimestre 2021 le vendite all’estero dei prodotti made in Cuneo hanno raggiunto i 6.667 milioni di euro, registrando un aumento del +20,2% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Nel corrispondente trimestre il valore delle importazioni di merci ha raggiunto i 3.714 milioni di euro, con un aumento del 22,4% rispetto ai primi nove mesi del 2020. Il saldo della bilancia commerciale si è portato sul valore di 2.953 milioni di euro, in aumento rispetto a quello registrato nel III trimestre 2020 quando si attestava a 2.513 milioni di euro.

Cuneo si conferma al secondo posto, dopo Torino, per valore esportato, con il 18,4% delle vendite regionali fuori confine. La dinamica esibita nel periodo gennaio-settembre 2021 dalle esportazioni di merci cuneesi è apparsa simile a quella evidenziata a livello nazionale (+20,1%).

Il dato è particolarmente positivo, non soltanto rispetto al 2020, segnato dall’emergenza sanitaria, ma anche rispetto al  2019. La crescita rispetto a due anni fa, anno in cui la nostra provincia fece segnare il record di esportazioni, è del 7,8%.

I dati dell’export continuano ad essere molto positivi, superiori persino a quelli del 2019, anno che fece segnare il record assoluto delle esportazioni cuneesi e ci inducono a guardare il futuro con moderato ottimismo – sottolinea il Presidente Mauro Gola - restano le criticità determinate dai rincari delle materie prime e dalla difficoltà di approvvigionamento. La pandemia ha messo in luce le fragilità del modello just in time che elimina le scorte e ha portato molte imprese a pensare a nuovi modelli di supply chain”.

La serie storica, sui dati dei primi nove mesi di ogni anno, evidenzia il trend di crescita delle esportazioni cuneesi nell’ultimo quinquennio, fatta eccezione per il 2020 condizionato dagli effetti della pandemia - afferma il Presidente Mauro Gola - e il risultato è ancor più sorprendente se pensiamo al cronico ritardo infrastrutturale e alle insufficienze logistiche con cui debbono fare i conti le nostre imprese. Abbiamo un enorme bisogno di collegamenti fisici e digitali che ci aiutino ad attrarre investimenti e possano incidere sulla competitività delle imprese, sul loro accesso ai mercati e sugli scambi commerciali”.

La crescita registrata dalle esportazioni cuneesi nel periodo gennaio-settembre 2021 è stata il risultato di andamenti positivi omogenei nei vari settori di specializzazione.
Il comparto manifatturiero, che spiega il 94,4% dell’export cuneese, registra un aumento del 19,4%, seguito dall’ottimo risultato del comparto agricolo +30,5%.

Analizzando nel dettaglio la manifattura cuneese emerge come la filiera dell’industria alimentare, che pesa per il 35,7%, sia il settore trainante dell’export manifatturiero con il +15,5%, sebbene in questi nove mesi la performance migliore sia stata registrata dalla filiera dei metalli con +33,3%, seguita da quella del legno (+30,9%), dagli apparecchi elettrici, elettronici e ottici (+28,1%), dai mezzi di trasporto (+25,0%), dagli articoli in gomma (+23,5%) e dai macchinari e apparecchi n.c.a. (+19,0%).

La chimica e farmaceutica (+9,4%) ha evidenziato un incremento minore, mentre i prodotti tessili (+0,7%) sono quelli che hanno risentito di una maggiore sofferenza.

Il bacino dell’Ue-27 ha attratto il 63,1% delle esportazioni provinciali, contro il 36,9% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. L’aumento registrato dalle vendite dirette verso i Paesi dell’Ue-27 è stato del +19,2%, mentre quello verso i partner commerciali extra Ue-27 ha segnato un +21,9%.

I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano essere quello francese e tedesco, con quote rispettivamente pari al 19,1% e 15,7%. La Francia ha evidenziato una crescita del 17,7%, mentre il mercato tedesco del 19,4%. La Spagna, con una quota del 5,8%, ha registrato una variazione del +24,5%, mentre la Polonia con una quota del 4,9% ha riportato una variazione record del +42,1%.

Per il bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior sbocco continuano ad essere gli Stati Uniti e il Regno Unito che rappresentano rispettivamente il 7,7% e il 5,3% dell’export complessivo. Gli Stati Uniti hanno realizzato una crescita del 30,4% e il Regno Unito del 16,3%. Si consolidano anche le vendite verso Svizzera (+16,2%), Russia (+36,8%), Canada (+20,8%), Cina (+7,8%), Australia (+23,9%) e Turchia (+13,8%).

redazione

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