Agricoltura - 07 febbraio 2022, 08:51

A tu per tu con Marco Bozzolo, vicepresidente provinciale della CIA Cuneo

Dal 2018 sino al 2022 è stato presidente dei giovani imprenditori Cia (Agia). Insieme al castanicoltore di Viola, in Valle Mongia, un bilancio dell’attività portata avanti

Marco Bozzolo

Marco Bozzolo

Dal 2018 fino all’assemblea del 15 gennaio 2022, in cui è avvenuto il rinnovo dei vertici provinciali della Cia di Cuneo, Marco Bozzolo ha ricoperto il ruolo di presidente dei giovani imprenditori Cia (Agia) dell’organizzazione agricola della “Granda”.

Gli hanno dato una mano i due vicepresidenti: Luca Marenco di Novello e Noemi Conterno di Monforte d’Alba e una ventina di “colleghi” produttori che erano consiglieri.

Tracciamo con lui un bilancio dell’attività portata avanti.

“Il principio di fondo, che ci ha tenuto insieme - sottolinea Bozzolo - è sempre stato quello di fare rete, confrontandoci sui problemi del settore e aiutandoci a vicenda. Infatti, solo con il dialogo costruttivo nascono idee positive che, poi, possono essere utili a tutti. Anche sul come gestire l’azienda nel modo migliore”. 

Le iniziative realizzate?

“Il lavoro va diviso in due periodi: il pre-Covid e quello dell’emergenza sanitaria legata al virus. Nella prima parte riuscivamo a riunirci con cadenza mensile e abbiamo indirizzato l’impegno soprattutto nella promozione dei nostri prodotti verso l’estero.

Ad esempio nel 2019 lo abbiamo fatto a Varsavia, in Polonia, e a Riga, in Lettonia. Poi, con l’arrivo del Covid ci siamo reinventati, concentrandoci sulla valorizzazione dei nostri prodotti a livello locale”.

In quale modo?

“Attraverso il progetto “Agriturismo nel cuore”, finanziato dalla sottomisura 3.2 del Programma di Sviluppo Rurale. Durante il fine estate e l’autunno 2020 e 2021, gli agriturismi aderenti hanno preparato i menu con i prodotti di aziende del territorio provinciale. Rendendo anche disponibili degli spazi per consentire agli stessi agricoltori di promuovere direttamente i loro frutti della terra. Un percorso che ha funzionato”.

Cosa serve ai giovani per iniziare un’attività agricola?

“Innanzitutto devono avere la consapevolezza di gestire un’azienda in modo imprenditoriale, che è un cammino articolato, complesso, con tanti problemi da affrontare. Perché bisogna confrontarsi ogni giorno con il mercato e ottenere dei risultati economici. Altrimenti sei destinato a chiudere.

Spesso si racconta di come sia bello lavorare i campi, in quanto si sta a contatto con la natura e puoi gestirti i tempi di lavoro come vuoi.

E’ la narrazione di un sogno, che si concretizza solo se prima parti con una mentalità imprenditoriale e innovativa. Senza dimenticare la storia del mondo contadino”.

Le Istituzioni?

“Stanno facendo molto per gli insediamenti dei giovani agricoltori, soprattutto attraverso le misure del Programma di Sviluppo Rurale.

E’ l’unico modo per favorire il passaggio generazionale. Grazie, poi, alla professionalità e ai consigli degli uffici tecnici della Cia si riesce a costruire e a concludere il percorso con successo”.

Gli obiettivi da vicepresidente provinciale Cia, con Conterno presidente

Nell’assemblea dello scorso 15 gennaio Marco Bozzolo e Marco Bellone sono stati eletti vicepresidenti provinciali della Cia Cuneo, con Claudio Conterno presidente.

Chiediamo a Bozzolo gli obiettivi che si pone ai vertici dell’organizzazione agricola. “Come associazione - dice - vogliamo essere di aiuto a tutti gli agricoltori del territorio. In ogni settore.

Tutelando sempre di più l’aspetto ambientale dell’attività. Poi, personalmente, mi piacerebbe trasferire nella Cia provinciale il “modus operandi” maturato con i giovani: cioè l’unità di gruppo, il fare sistema, l’aiutarsi a vicenda. Infine, vista la mia esperienza imprenditoriale, intendo prendermi a cuore le realtà insediate in montagna.

Certo, rispetto a quelle di pianura, hanno dimensioni e fatturati decisamente minori. Però, sono fondamentali anche per la manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Non dobbiamo dimenticarle come è stato fatto in passato, ma metterle in condizioni di vivere e non di sopravvivere”.

redazione

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